Sicurezza
Ameriga e Sky nel nido al Padule Orti Bottagone
Prosegue anche qui il progetto di ricerca nazionale dedicato al falco pescatoreSilvia Ghignoli (Wwf): «Dei tre nati nel 2019, Bizet sta esplorando l’Algeria»
PERELLI. Ameriga e Sky diretti al nido. La certezza che almeno Bizet, uno dei falchi pescatore nati ad Orti Bottagone l’estate scorsa , vola ancora come da indicazioni Gps. L’emergenza coronavirus paralizza il mondo degli umani, la natura no.
Alla riserva naturale regionale Oasi Wwf Padule Orti Bottagone silenzio surreale, con solo il canto degli uccelli. A fare manutenzione e soprattutto controllo si alternano (rigorosamente con moduli di autocertificazione) volontari e la responsabile Silvia Ghignoli.
La coppia è tornata sul magico traliccio... «Sì, ad inizio marzo – conferma Silvia Ghignoli – Eravamo davvero preoccupati perché lo scorso anno i primi avvistamenti c’erano stati a febbraio. Ma eccoli, di nuovo! » .
«Aggiornamenti così dall’Oasi credo siano d’aiuto... – prosegue Ghignoli –. Vedere un po’ di natura penso faccia sempre piacere, soprattutto in questo periodo...La primavera è ormai arrivata ed è grazie a una sequenza di fotografie dei nostri due falchi pescatori, Ameriga e Sky diretti verso il nido fatta da Paolo Bandini possiamo condividere con tutti questa notizia... Le immagini – spiega – sono dell’8 marzo, perché è proprio dai primi di marzo che hanno cominciato a portare rami al nido. Con lei che resta sempre nei paraggi, come se si preparasse alla deposizione delle uova. Mentre lui è impegnato nella ricerca di quanto può essere necessario».
Ameriga e Sky fanno parte di progetti e ricerche in Italia e nell’Arcipelago Toscano dedicati a questo magnifico rapace. Coppia diventata famosissima la scorsa estate perché in questo nido a fine giugno 2019 sono nati tre piccoli dopo più di 40 anni d’assenza.
«La nascita di tre falchi pescatore ha dato prestigio alla riserva – ricorda Silvia Ghignoli –. Dopo l’inanellamento e l’applicazione del Gps, grazie al progetto falco pescatore, i tre si sono finalmente involati: il primo Bizet a cui il giorno hanno fatto seguito Blu e Billy. I loro spostamenti sono rimasti monitorati e questo ha permesso di seguirne la migrazione. In agosto Billy è morto folgorato su un traliccio in Sardegna. Non c’è stato niente da fare neppure per Blue, ma Bizet è sempre vivo, in Algeria, fino a tre anni che non diventa adulto esplorerà il mondo... Non si riesce a vederlo o fotografarlo ma dai segnali Gps si riporta anche il calore corporeo» . Chissà magari poi tornerà all’Oasi dove, con meno pressione antropica in giro, c’è esplosione di tutto.
«Sono arrivati i primi cavalieri d’Italia – racconta Silvia Ghignoli – e le anatre marzaiole. Pieno di porciglioni che cantano, piccoli uccelli di palude molto riservati e in genere difficile da avvistare, nonostante i colori accesi. Gli animali, la natura, hanno capito che c’è qualcosa di diverso, la presenza umana è meno pesante e tutti si stanno godendo il momento... tra i fiori bianchi dei prugnoli, così tante api che si sente il ronzio.... Questo mentre Ameriga e Sky sono vicini vicini, che si diranno non si sa, ma si scambiano sguardi da innamorati...». E in città, nei parchi pubblici si segnalano avvistamenti di aironi guardabuoi.
La natura non ha cuore, eppure che spettacolo; c’è da fare quanto necessario per continuare a condividerlo. —
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