Il Tirreno

Emergenza coronavirus 

Ospedale Villamarina Il sindacato Fials al sindaco Ferrari: «Serve un incontro»

Irene Di Brino
Ospedale Villamarina Il sindacato Fials al sindaco Ferrari: «Serve un incontro»

Sul tavolo il personale in organico e i carichi di lavoro «I lavoratori segnalano anche la carenza di mascherine» 

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piombino. Carta e penna a distanza di una settimana il segretario Fials provinciale Livorno Massimo Ferrucci torna a scrivere al sindaco di Piombino Francesco Ferrari per rinnovare la richiesta di incontro. Tema: l’emergenza coronavirus e la situazione dell’ospedale Villamarina.

«La attuale situazione della sanità nazionale e regionale caratterizzata dalla emergenza coronavirus ha dato origine a provvedimenti e misure adottate per contrastare la diffusione del virus – premette Ferrucci –. Questo momento impone a tutti i livelli un impegno eccezionale e puntuali verifiche per monitorarne l’adeguatezza a livello locale».

A questo proposito Fials rinnova al sindaco Ferrari la richiesta di incontro già inviata il 9 marzo. Il sindacato chiede: «Un piano assunzioni straordinario per fronteggiare l’attuale situazione di emergenza. Gli annunci della Asl Toscana Nord ovest non trovano corrispondenza negli atti amministrativi adottati: le 150 unità contenute nei comunicati della Asl sono state ridotte a 100, che nei fatti si avvicinano ai numeri del turn over 2019 e tale numero diviso per 13 ospedali e 10 zona distretto appare del tutto inadeguato a fronteggiare l’emergenza». E sottolinea che «il numero degli operatori deve essere in corrispondenza con i carichi di lavoro allo scopo di garantire la massima sicurezza. Il personale è da sempre la risorsa principale del servizio sanitario regionale ed in questa fase assume una importanza fondamentale e decisiva, pertanto chiediamo di esercitare i diritti attribuitici dal contratto collettivo nazionale in materia di lavoro straordinario o aggiuntivo, riposi settimanali e giornalieri allo scopo di evitare eccessivi carichi di lavoro per gli operatori».

L’altra questione sul tavolo è un esame degli assetti organizzativi delle strutture e una verifica delle misure per l’accesso dei cittadini negli ospedali e nei distretti. «In questo contesto, allo scopo di attuare le necessarie precauzioni per cittadini e ai lavoratori, si colloca la nostra iniziativa allo scopo di garantire al più alto livello i lavoratori della sanità con dispositivi di protezione individuale (Dpi) adeguati e validati dalle competenti autorità – sottolinea il segretario Fials Ferrucci – La direzione della Asl ci ha negato il legittimo confronto richiesto ed ha acquisito recentemente, dopo vari giorni dall’inizio dell’emergenza, una quantità di mascherine che riteniamo inadeguate, sulla base di quanto ci viene riferito dagli operatori per realizzare una efficace protezione dei lavoratori». Il segretario Fials riferisce di aver ricevuto segnalazioni di una «carenza di Dpi mascherine di tipo Ffp2 e Ffp3 per dare applicazione alle disposizioni aziendali almeno nei casi sospetti o accertati». Che aggiunge: «Per quanto riguarda gli obblighi del datore di lavoro la normativa dispone che debbano essere forniti al lavoratore “i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale” e adempiere agli obblighi di informazione formazione. Pertanto, l’obbligo del lavoratore di “prendersi cura della propria salute e di quelle delle altre persone presenti nel luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti” deriva anche dai mezzi forniti dal datore di lavoro. Queste precise responsabilità esigono da parte della Asl l’invio preventivo delle informazioni per il confronto previsto dal contratto del comparto sanità. Sollecitiamo l’incontro più volte richiesto prima di mettere in atto azioni di stato di agitazione nei confronti della Asl Toscana Nord ovest a tutela dei lavoratori». —

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