Il Tirreno

l’allarme coronavirus 

Donazioni di sangue a picco Appello delle associazioni

Irene Di Brino

Avis e Fratres rassicurano i soci: «Non ci sono rischi, la sicurezza è garantita» I dirigenti: «Il vostro gesto è fondamentale per poter salvare vite umane»

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Val di cornia. A seguito delle disposizioni governative rispetto al coronavirus, è stato registrato un drastico calo nelle donazioni di sangue ed emo-componenti, che è andato a peggiorare un trend di diminuzione che dura ormai da diversi mesi. L’ipotesi, avallata dalle testimonianze dei vertici delle due associazioni per la donazione di sangue attive sul territorio della Val di Cornia – Avis e Fratres – è che i donatori abbiano paura non solo ad uscire di casa ma anche e soprattutto a recarsi nei centri trasfusionali degli ospedali, temendo un eventuale contagio o di alimentare la propagazione della malattia. La difficoltà negli spostamenti, l’aumento dei controlli, la richiesta di restare a casa per diminuire i rischi: tutto sembra essere d’ostacolo al donatore nella decisione di recarsi nel centro ospedaliero più vicino e fare la propria parte. Secondo il Dcpm del 9 marzo però, la donazione di sangue rientra tra le «situazioni di necessità» per cui sono consentiti gli spostamenti ai donatori, in modo che possano raggiungere il centro trasfusionale e dare il loro necessario apporto.

L’appello delle associazioni del territorio è univoco: nell’andare a donare sangue non si corrono rischi di contrarre il virus perché, oltre alle usuali norme igienico-sanitarie, nei centri sono state attivate tutte le misure aggiuntive necessarie per tenere al sicuro i donatori nell’accesso e nella permanenza all’interno delle strutture. Tra queste, la distanza di sicurezza per accompagnatori e donatori, il controllo della temperatura, le visite preventive di accertamento e la compilazione di moduli di autocertificazione con domande specifiche legate ad eventuali contatti o sintomi da infezione da coronavirus. Il tutto, solo dopo aver sostenuto un primo colloquio, anche telefonico, direttamente con i centri trasfusionali o passando dalle stesse associazioni territoriali che, accertatesi dell’assoluto stato di salute del potenziale donatore, prenderanno per lui l’appuntamento con il centro, rendendo tutto il più semplice e veloce possibile. Per chi non fosse già donatore, il protocollo è leggermente più lungo, con la necessità di analisi del sangue che attestino in modo inequivocabile l’ottimo stato di salute del cittadino. «L’Avis Val di Cornia – spiega il responsabile zonale Alberto Peria – invita tutti i donatori a continuare come hanno sempre fatto e chiunque voglia iniziare a donare a farlo adesso. I nostri numeri telefonici sono attivi: basterà chiamare o contattare i responsabili della propria sede (Campiglia, Piombino, San Vincenzo e Suvereto) per fissare gli appuntamenti. Sappiate che il vostro gesto è fondamentale e potrà salvare vite umane». Lo stesso invito alla responsabilità civile arriva da parte di Francesca Ravasco, presidente di Fratres Piombino. «Il nostro primo obiettivo è di tranquillizzare i donatori che non c’è pericolo. Il timore è comprensibile, ma è proprio ora che vogliamo invogliare i nostri soci a continuare. La nostra sede, nel palazzo della Misericordia, rimane aperta per qualsiasi chiarimento o colloquio, così come i nostri contatti telefonici e telematici. Saremo noi stessi ad occuparci di fissare l’appuntamento con il centro trasfusionale». Per i cittadini della Val di Cornia, il centro trasfusionale più vicino è quello di Piombino, all’interno dell’ospedale. Per le prenotazioni telefoniche telefonare al numero 0565 67241, attivo dal lunedì a sabato dalle 10 alle 12,30. —

Irene Di Brino

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