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Consiglio confermato Respinto il rinvio chiesto dalle opposizioni
piombino. Confermata la convocazione del consiglio comunale di Piombino del 27 marzo. Non trova sponda la richiesta a una sola voce dei gruppi d’opposizione di un rinvio nell’ottica delle misure di contenimento del contagio da Covid-19.
«Il sindaco Ferrari non rinvia il consiglio comunale. Vista l’emergenza dovuta al coronavirus e le misure adottate per evitare il contagio come gruppo d’opposizione avevamo chiesto un rinvio ma abbiamo ricevuto una nota da parte del sindaco con la quale sostanzialmente comunica di non poter accogliere la richiesta visto che “il momento critico che stiamo attraversando impone all’amministrazione comunale di avere disponibilità ampie di gestione del patrimonio al fine di poter far fronte all’emergenza senza dover di contro sottostare ai rigidi paletti posti dalla mancata approvazione della relativa manovra di bilancio”». Così in una nota congiunta i gruppi Pd, M5S, Con Anna per Piombino e Rifondazione comunista. Che aggiungono: «La risposta secca e perentoria arriva dopo che era stata disposta la proroga, fino al 30 aprile, dei termini per l’approvazione della manovra di bilancio per tutte le amministrazioni locali. Avevamo chiesto il rinvio del consiglio a causa dell’emergenza epidemica, a Piombino ci sono 7 casi accertati e decine di persone in quarantena, e la richiesta è assolutamente in linea con le prescrizioni assai restrittive dettate dal sindaco. Proprio per questo pare contraddittoria la risposta del sindaco, anche perché nel bilancio di previsione non si scorgono misure volte a contenere l’emergenza epidemiologica, per cui il Comune non ha competenze, ma semplici previsioni attuative dell’azione amministrativa, che, visti i rinvii concessi dal governo nazionale, non hanno alcun connotato di urgenza».
Pertanto, «la decisione, che ci saremmo attesi, in verità, dal presidente del Consiglio comunale per la carica ricoperta, appare inverosimile in questo periodo di emergenza – sottolineano –. Una scelta che non tiene conto del rischio a cui espone e fa esporre lui stesso, i consiglieri, gli assessori, il segretario generale e i dipendenti comunali. Una scelta che pare non tenere conto della proroga, fino al 30 aprile, disposta dal governo nazionale, dei termini per l’approvazione della manovra di bilancio, mentre tante altre amministrazioni hanno colto al volo posticipando i consigli già convocati. Scelta che, in un momento in cui la democrazia è sospesa, nega l’esercizio stesso della democrazia». —
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