Attenzione
«Questa strada è al buio Pochi bus, telefoni ko e Internet è una lumaca»
PORTOFERRAIO. Anche Val Carene entra nell'inchiesta del Tirreno tesa a far risaltare le caratteristiche e le esigenze del territorio comunale portoferraiese. Tre abitanti della zona segnalano problemi di ricezione telefonica e telematica, di illuminazione e sulla sicurezza stradale. A introdurre sull'area verdeggiante, posta a fianco della valle di San Martino, è Antonio Chiarelli, maresciallo dell'esercito in pensione, ora volontariato con la Fondazione San Giuseppe della chiesa omonima e anche corista. «La nostra strada di 1 chilometro e 200 metri parte dalla Madonnina e termina alla base logistica addestrativa dell'Esercito italiano, in cui prestavo servizio. Fino al 1985 era sterrata, poi fu asfaltata a cura del Genio militare e del Comune di Portoferraio. Nel 2017 ha avuto un rifacimento grazie ai medesimi enti. «È stretta – commenta – sarebbe importante per la sicurezza che gli enti preposti valutassero la possibilità di allagarla un po’, risolvendo il problema. Speriamo. Qua esistono poche attività agricole di livello familiare, si produce un po’ di vino ed esiste il Podere Rinascita per la lavorazione del legno da ardere. Dal 1980 ci sono 20 nuove abitazioni e in totale vivono quasi 50 famiglie». Ed interviene Francesco Ballone, dipendente comunale: «Abbiamo questioni annose che non si risolvono – dice – le nostre richieste, fatte alle varie amministrazioni, sono cadute nel vuoto. Speriamo nella nuova giunta Zini. I disservizi? Assenza di ricezione del digitale terrestre, quindi spese per applicare ad ogni tv di casa un decoder satellitare. Poi scarsa connessione ad Internet dovuta a infrastrutture telefoniche di vecchia generazione. Inoltre problemi di illuminazione nella strada di Val Carene, è priva di lampioni e lo stesso quando la via si immette verso la provinciale, un lampione con pannello solare non è più funzionante. Nessuno lo ripara. Eccessiva la velocità sulla strada provinciale di certi guidatori e con un incidente fu divelto il cartello che indica la nostra zona, mai ripristinato. Carenti sono pure i collegamenti bus con Portoferraio, solo ogni 40 minuti». E infine si esprime anche Fabrizio Prediletto, dipendente dell'Eurit. «Mi unisco a quanto detto dagli altri – commenta – importante il lampione al bivio e occorre un potenziamento installandoli nella nostra strada. Poi la difficoltà del digitale terrestre: ci dobbiamo affidare al satellitare più costoso e le comunicazioni con i telefonini sono difficoltose o assenti». —
Stefano Bramanti
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