Il Tirreno

Contagiati dal Covid-19 marito e moglie Il paziente numero due trasferito a Livorno

Alessandro De Gregorio
Contagiati dal Covid-19 marito e moglie Il paziente numero due trasferito a Livorno

Una settantina al momento le persone messe in quarantena. E intanto scarseggiano le maschere di protezione

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Il numero dei contagiati dal Covid-19 sale a quattro. Altre due persone sono risultate positive al tampone. Si tratta di un professionista e della moglie, entrambi sui 55 anni. Lo ha annunciato il sindaco Francesco Ferrari, spiegando che «i due pazienti presentano i sintomi ma sono in buone condizioni, sono a casa seguiti dal loro medico di famiglia», e che l’Asl «sta ricostruendo la rete di contatti avuti negli ultimi giorni e provvederà a contattare le persone in questione». Lo stesso Ferrari specifica che i due non erano in quarantena. Quarantena che invece sarebbe stata disposta per 20-25 persone con cui i due hanno avuto contatti in questi giorni.

Ieri purtroppo sono peggiorate le condizioni del secondo contagiato, il paziente di 70 anni: nel pomeriggio è stato trasferito nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Livorno. Eventualità che era stata già in qualche modo preannunciata giovedì. In questo caso, lo stesso sindaco aveva precisato che, per cause di salute, l’uomo negli ultimi 14 giorni aveva avuto contatti soltanto con la moglie e il figlio.

Infine, è ancora ricoverato il primo piombinese risultato positivo, il sessantanovenne che da domenica è a Livorno.

Per quanto riguarda le persone messe in quarantena, non ci sono dati ufficiali aggiornati ma dovremmo essere intorno alle settanta.

«Siamo in un’oggettiva condizione di emergenza e la collaborazione di tutti i cittadini è indispensabile per arginare la diffusione del virus – scrive ancora il sindaco - Le istituzioni, l’Asl e le forze dell’ordine stanno facendo tutto il necessario per affrontare la situazione e per far rispettare le regole ai cittadini. Mi appello al senso civico di tutti i piombinesi: rimanete a casa, evitate i contatti sociali, proteggete voi stessi e i vostri concittadini».

Intanto però cominciano a mancare le mascherine. Alla Farmacia del Corso, in corso Italia, dove hanno esposto anche un cartello, dicono che «non ci sono nemmeno per noi, indossiamo la stessa da lunedì».

Sul punto intervengono anche i sindacati provinciali Cisl e Uil. In una nota, Francesco Redini (Cisl Fp) ed Emilio Chierchia (Uil Fpl) si dicono «fortemente preoccupati della carenza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari dei presidi ospedalieri e dei servizi territoriali della ex Asl 6. Le mascherine chirurgiche e ancor più le FP2, cioè quelle a maggiore protezione da usare con gli utenti positivi o sospetti, vengono consegnate in quantità insufficiente agli operatori, esponendo loro stessi e gli altri utenti a grossi rischi. È incomprensibile che ci siano in giro per la città cittadini e lavoratori di altri settori con mascherine anche per chi non è a contatto con pazienti e agli operatori sanitari vengano centellinate». —

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