Il Tirreno

Strade semideserte, viaggio nel silenzio di una città fantasma

Alessandro De Gregorio
Strade semideserte, viaggio nel silenzio di una città fantasma

Solo qualche fila davanti a supermercati, alimentari, banche, tabacchini, edicole. Poca gente in corso Italia e sul lungomare, nessuno in piazza Bovio e a Salivoli

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PIOMBINO. Quello che più fa rumore è il silenzio.

Ore 11,30, corso Italia. Stavolta sono chiusi anche i bar, i ristoranti, i negozi di abbigliamento. Qualcuno ne approfitta per fare qualche lavoretto all’interno dei locali. Ma stando ben chiuso dentro. Fuori sono esposti i cartelli. In molti avevano già abbassato le saracinesche per senso di responsabilità o per disperazione. Chi aveva resistito, ora ha dovuto comunque adeguarsi.

C’è poca gente in giro, pochissima. Con la mascherina o senza, anche quei pochi mantengono comunque la distanza di sicurezza. Cinque o sei sono seduti sul muretto dei tassisti, all’angolo con via Lombroso. È il solito gruppo di amici. Due chiacchiere veloci, poi si salutano e se ne vanno. Ci sono persone in attesa davanti alle banche. Quasi tutti hanno la mascherina e aspettano il loro turno. Altre due o tre persone sono davanti al negozio di alimentari in piazza Gramsci. Molti di più quelli di fronte alla Coop, in attesa di entrare per fare la spesa. Piccole file anche davanti alle edicole.

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A una finestra in corso Italia hanno appeso un drappo bianco, con il disegno di un arcobaleno e le scritte #andràtuttobene e #iorestoacasa. Un drappo simile è all’ingresso del negozio di specialità rumene in via Fucini: “Italia, andrà tutto bene”.

Ogni tanto passa un’auto di qualche associazione di volontariato.

Proseguiamo la camminata in corso Italia. Altre due persone sono ferme in attesa davanti a un tabacchino. Uno ha la mascherina, l’altro una sciarpa sul volto e i guanti.

Su una panchina un pensionato legge il giornale. Pochi minuti dopo ne arrivano altri due. Stanno in cerchio mentre uno di loro ripete che «le mascherine non servono». Mentre lo ribadisce come un mantra, un altro lo fulmina lì: «Sì, vabbè, te però ora vai più in là e stai nel tuo».

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Piazza Verdi è semideserta. Seduto davanti al Metropolitan c’è “l’inglese”, il senzatetto più conosciuto della città. È lì con le sue borse, il suo zaino e il suo grosso cane che dorme. Mangia un po’ di schiaccia e consulta il cellulare. Si guarda intorno e chissà cosa pensa di tutti questi appelli a restare a casa, lui che una casa non ce l’ha.

Eccoci in corso Vittorio Emanuele, la via dei ristoranti e della movida. Un corriere e una postina fanno le loro consegne. Il tabaccaio ricarica il self service. Due ragazzi sono seduti, a distanza, ai tavolini di un’osteria chiusa. Si affaccia un cameriere, passa un uomo che gli chiede un caffè ma rimedia solo un «no» deciso.

Mentre in municipio è in corso la riunione del Coc (Centro operativo comunale), imbocchiamo la discesa che conduce verso il mare. Due operai di una ditta edile sono al lavoro. Non hanno la mascherina ma almeno si tengono a distanza.

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In piazza Bovio stanno smontando la ruota panoramica. L’immagine della ruota disossata, senza le cabine, aumenta il senso di angoscia che si prova persino nella piazza più bella del mondo. È tutto immobile, silenzioso. Anche il mare, malgrado il vento.

Insomma, in un’ora di passeggiata poca gente e quella poca che d’istinto si scansa, si allontana mentre allo stesso tempo accenna un sorriso. Come per scusarsi, come per dire «non ce l’ho con te, ma devo». E infatti devono, dobbiamo farlo. Tutti.

Mascherine o meno, controlli o meno, certificati o meno, la sensazione è che i piombinesi abbiano recepito il messaggio. E così, vista dalla strada, anche Piombino sembra una città fantasma. Ovunque.

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Lo stesso scenario da ghost town si ripete a Marina, al porticciolo, in Cittadella. Ma anche fuori dalla cinta vecchia. Alle 15,30 sul lungomare Marconi ci sono cinque persone: due coppie e un solitario che si riposa su una panchina. Salivoli è deserta. A Calamoresca ci sono due volontari alla colonia felina e un uomo seduto a osservare il mare dietro il Gattarossa. Un giro in zona Coop e anche qui solo un po’ di gente in attesa fuori dal supermercato. Davanti al pronto soccorso di Villamarina ci sono solo le tende del pretriage. Due o tre persone con i cani anche su via Bachelet e sulla panoramica via della Pace. Nessuno ai giardini del parco VIII Marzo. Quasi nessuno sui piazzali del porto. Avanti così. —


 

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