Il Tirreno

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Il sindaco Corsini smonta le polemiche sul ruolo del segretario

Luigi Cignoni

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RIO NELL’ELBA. Smonta il sindaco Marco Corsini le critiche che la minoranza aveva formalizzato attraverso una lettera fatta pervenire alla giunta relativamente alla vita amministrativa del Comune di Rio e pubblicata sui giornali. «Sono inaccettabili». È il commento del primo cittadino durante il dibattimento dell’ultima assemblea consiliare. E invita la minoranza a fare opposizione su altri argomenti molto più cogenti, ma non su questi temi.

Corsini comincia dalla prima: «La saga dei segretari comunali» che pare non attecchiscano nel municipio di piazza Salvo D’Acquisto. «Quando ci siamo insediati – spiega il sindaco – abbiamo trovato la dottoressa Maria Luisa Massai, oggi segretario generale nel Comune di Livorno. La quale ci ha avvertito che con la fine di dicembre 2018 avrebbe cessato il suo incarico a Rio Marina. Veniva in solo giorno a settimana, con la prima nave per ripartire dall’isola con l’ultimo traghetto, una presenza che comunque non avrebbe garantito nulla all’amministrazione. Da quel periodo in poi un segretario non lo abbiamo più avuto. In tutte le mie aderenze romane sono riuscito a ottenere un segretario che è rimasto da noi un mese e poco più e ha subito detto che le sue ambizioni erano altre e non sarebbe rimasto. Per fortuna abbiamo trovato l’attuale segretaria che abbiamo cercato e coltivato come un fiore in serra disposta a rimanere da noi. Sennonché ha dichiarato di aver dato la sua disponibilità a un Comune poco distante dalla sua residenza, che le torna bene anche per ragioni familiari. La saga è fatta nostro malgrado, sulle nostre spalle. Per fortuna che oggi abbiamo un vice-segretario che può svolgere tali funzioni per 12 mesi, necessari a noi per cercare altri segretari disposti a trasferirsi a Rio Marina». Il caso di dipendenti dimessi o retrocessi dal loro incarico. «Non è avvenuta nessuna retrocessione – spiega Corsini – C’è stato solo il caso di un funzionario che, messo di fronte alle pressanti richieste della giunta, ha rinunciato spontaneamente all’incarico apicale». —

Luigi Cignoni

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