Sicurezza
«Sono un dottore sul divano, bloccato dalla burocrazia»
PIOMBINO. Ha postato su Instagram la sua foto sul divano, col camice, lo stetoscopio al collo, le gambe incrociate e il telecomando.
Lui è Francesco Pecchia, piombinese, laureato in medicina, impossibilitato a iniziare la professione per il blocco del test di abilitazione che avrebbe dovuto inserire nel sistema oltre cinquemila medici. Decisamente importanti in un momento così difficile per la sanità.
Nel suo post Francesco esprime tutta la propria angoscia per non poter essere utile al sistema sanitario proprio nel pieno dell’emergenza Coronavirus.
«Ciao, sono Francesco – ha scritto ieri sul suo profilo Instagram – sono un dottore in medicina e chirurgia laureato da 6 mesi all’Università di Pisa. Come vedete sono sul divano. In questo momento di emergenza sanitaria sono sul divano. E come me altri 5.700 colleghi. Perché? Assurdo penserete. Semplice: sono un dottore ma non un medico. Vorrei rendermi utile, aiutare il mio Paese, lavorando per quello per cui ho studiato. Invece siamo tutti e 5700 bloccati. Bloccati da un test che si sarebbe dovuto tenere il 28 febbraio e che arriva dopo 6 anni di studio e altri 3 mesi di tirocinio post laurea. Vorrei aiutare, sono pronto per dare una mano per tutto quello che servirà».
«Ma ancora una volta la burocrazia italiana ci blocca – prosegue Francesco Pecchia – un test con una percentuale di successo vicina al 99% ci blocca. Ci impedisce di renderci utili come disperatamente vorremmo in questo momento. Il nostro sistema sanitario è già al collasso, vorrei fare qualcosa».
«Vorrei alzarmi, indossare il camice e fare del mio meglio. Ma non posso. Diffondete il nostro appello – conclude – facciamoci sentire. Non fateci restare sul divano ancora». —
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