Il Tirreno

«Questo ospedale è preparato ad affrontare l’emergenza»

Antonella Danesi
«Questo ospedale è preparato ad affrontare l’emergenza»

L’Asl ha definito il protocollo: Pegaso trasferirà i malati gravi  Nuova struttura di triage e (forse) posti di terapia intensiva

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L’ospedale elbano è pronto a gestire l’emergenza Coronavirus come previsto dalle ordinanze regionali. Elisoccorso per gli ospedali di riferimento e nuovi protocolli per gli eventuali pazienti positivi, tenendo presente la salvaguardia dell’ospedale sono le ultime disposizioni.

Nella giornata di ieri è arrivato sull’Elba il direttore sanitario aziendale Lorenzo Roti, accompagnato dal direttore delle reti ospedaliere, Michela Maielli e dal responsabile del dipartimento infermieristico, Mirco Gregorini, insieme ai vertici ospedalieri e i primari elbani e al presidente della conferenza dei sindaci della sanità Angelo Zini e al vicesindaco portoferraiese Luca Baldi. Una rappresentanza dell’unità di crisi che sull’Elba in questi giorni sta lavorando a stretto contatto per mettere a punto il sistema. «La prima esigenza – ha ribadito Roti – è stata quella di salvaguardare l’ospedale per non essere costretti poi a mettere in isolamento interi reparti o chiudere il pronto soccorso». Da qui la struttura di pretriage montata di fronte al pronto soccorso che evita gli accessi diretti all’ospedale a cui presto potrebbe essere affiancata una nuova struttura, per incrementare il livello di prevenzione, che in caso di casi positivi rafforza il sistema.

È stata annunciata un’importante azione di implementazione per l’ospedale elbano che ha visto una risposta importante anche da parte di cittadini. La grande diminuzione degli accessi al pronto soccorso (circa il 75%) ha permesso al personale sanitario di lavorare meglio con la possibilità di valutare bene i pazienti, secondo i percorsi definiti che mettono in sicurezza quelli con problemi respiratori con un rischio maggiore di risultare positivi. Risolta anche la questione di poter trasferire in sicurezza un eventuale paziente infetto in situazione critica negli ospedali in cui saranno concentrati i casi gravi per avere risposte efficaci. Gli ospedali di Lucca, Massa e Livorno sono le strutture di riferimento per i casi più complessi che dall’Isola d’Elba saranno raggiungibili con l’elisoccorso Pegaso 2 e Pegaso 3 che, a differenza delle disposizioni iniziali che prevedevano l’intervento di elicotteri militari, potranno prendere in carico anche pazienti contagiati dal Covid 19. «Un tassello in più di sicurezza - ha commentato Roti – per tutti coloro che in qualche maniera dovessero gestire una fase critica respiratoria in conseguenza dell'infezione».

Ad oggi la situazione all’Elba non registra casi di positività. «Ora la situazione è sotto controllo – è la conferma de presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità, Zini - senza particolari criticità da affrontare. Le procedure in atto consentono che tutto possa avvenire senza situazioni blocco o di impedimento. E ci stiamo attrezzando anche per andare oltre la fase dell’emergenza».

Messo l’ospedale in sicurezza, il lavoro è stato sulla prevenzione e sulla riorganizzazione degli spazi sugli accessi controllati. «L’isola d’Elba ha un vantaggio – ha annunciato Roti – l’ospedale ha una buona dotazione di protezioni per il personale ospedaliero, carente un pò in tutta Italia. E’ importante per gli operatori poter lavorare essendo protetti».

E l’elisoccorso è una garanzia per i tempi di trasferimento come è prassi per le patologie tempo dipendenti. «Nei giorni scorsi è passato un messaggio che descriveva l’ospedale elbano poco più di un pronto soccorso – ha commentato Angelo Zini – confermo per quello che ho conosciuto in questi mesi che la risposta che possiamo dare a livello sanitario su questo territorio non è diversa da quella di altre zone. Anzi, in alcuni casi siamo avanti rispetto ad alcune situazioni, come in caso di ictus ed infarto. Chi viene all’Elba sarà curato come da altre parti». Fondamentale, in questa emergenza è stato risolvere il problema del trasporto sul continente. «L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo - ha terminato Zini - ripropone la questione, per il nostro ospedale, di trattare casi di intensità superiore, parliamo di terapia intensiva a cui stiamo lavorando a tutti i livelli da settimane e forse riusciremo a trovare presto una soluzione». —

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