Toscana
I ristoratori passano alla cena a domicilio e i volontari portano la spesa a casa
Nei supermercati file ordinate con carrelli pieni. Molti negozi scelgono di chiudere in attesa che il Covid-19 sparisca
File fuori dai supermercati per ingressi contingentati. Soprattutto alla Conad del Perticale e alla Coop di piazza Berlinguer. Carrello a definire lo spazio, persone che si scambiano qualche parola.
La preoccupazione si legge sui volti, senza voglia di commentare. Nessun problema per il parcheggio in centro. Pochi passanti sul marciapiede, le auto si contano col contagocce. Rari negozi aperti, tra la disperazione di chi non sa come pagare l’affitto e commercianti che fanno muro anche per sostenere i fornitori; raccontano delle piccole fabbriche del nord che inviano carichi con la raccomandazione “c’è grossa crisi, non ci mandate indietro nulla, aiutiamoci...”. Problema circolare come il virus.
Di sera di ristoranti aperti o di negozi, non ce ne sono più. Primo giorno con Piombino come tutta Italia, “zona protetta”. Attacchi beceri ingabbiati sui social; nella vita vera ci si dà da fare per aiutarsi. Come all’osteria “AlBucoGiusto” di corso Vittorio Emanuele: «Abbiamo deciso – dice il titolare, Sandro Cioni – di preparare pranzi da asporto o cene da ritirare entro le 18...». Cioni già in cucina dalla mattina coi collaboratori Larissa Pylypchuk, Alessio Cervicato, Arlin Funez Alonzo; menu al telefono (3478157629). Come lui altri locali si stanno organizzando. Così come i piccoli negozi di alimentari o le pizzerie che portano quanto necessario a domicilio. Davanti al banco del bar sedie per garantire il metro richiesto dai clienti. «Assicurando servizi in sicurezza – spiega Barbara Ferrini Lorenzo il Magnifico, in via della Pace – Scuole chiuse, poche persone. Ma ci siamo dalle 6,30 alle 18». Trucco & parrucco, tutti all’opera finché è stato possibile. «Disinfettante all’ingresso e abbiamo riorganizzato i clienti riducendo il numero – conferma Evandro Marini Charme & Cheveux – Ma ora? Chiusi fino ad aprile».
Marina Scottodiluzio, il Pizzico-fantasie di pasta e peperoncino resiste: «Stamani due clienti tradizionali per scorte notevoli, ma il calo di scontrini resta drammatico. Chi volesse i nostri prodotti può prenotarsi allo 0565 880477». Nel primo pomeriggio ristorante Fuoco alla Torre di Riccardo Martinelli ha annunciato la chiusura volontaria «fino a data da destinarsi» sottolinea che donerà in beneficenza «tutta la merce deperibile a chi ne ha più bisogno sperando di essere i primi di una lunga lista...». Anche ieri, «con le necessarie precauzioni – raccontano alla San Vincenzo de’ Paoli – abbiamo distribuito cibo a 45 famiglie, circa 220 persone. Ogni venerdì aiuti a 7 famiglie che non possono muoversi, sabato agli ospiti quotidiani della mensa, chiusa, un pacco alimenti per la settimana». Dalla Pubblica assistenza consegna a domicilio per tutti: «all’ufficio servizi sociali – ricorda la presidente Anna Tempestini – è attivo il servizio gratuito di spesa, farmaci, generi di prima necessità o altre commissioni con carattere di urgenza. Per prenotazioni chiamare 349 2228838 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12». Piombino, persone, dove c’è ancora anche solidarietà. Nessuno va lasciato indietro. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
