Il Tirreno

capoliveri, l’opera contestata  

«Stop al dissalatore, è un’opera inutile»

«Stop al dissalatore, è un’opera inutile»

Il consigliere delegato Italo Sapere: «Non ci fermiamo, nonostante l’ordinanza sfavorevole del Tar della Toscana»

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CAPOLIVERI. «In questo momento di emergenza per l’epidemia in atto, che definire difficile è un eufemismo non solo per il nostro territorio e per tutta la nazione ma per il mondo intero, c’è qualcuno che pensa a tutti i costi a voler portare avanti il progetto del dissalatore a Mola». Il commento è di Italo Sapere, consigliere comunale di Capoliveri con delega al dissalatore di Mola.

Sapere interviene pubblicamente dopo che il Tar toscano ha accolto la richiesta di sospensiva dell’Autorità idrica e della Toscana, vanificando in questo modo l’ordinanza emessa dal Comune di Capoliveri nella primavera del 2019 con la quale si sono bloccati i lavori per la realizzazione del nuovo impianto di dissalazione a Mola, fortemente voluto dall’Autorità idrica della Toscana e da Asa, ma osteggiato dall’amministrazione comunale di Capoliveri.

«Autorità idrica toscana e Asa spa sono riusciti a farsi annullare dal Tar l’ordinanza di sospensione dei lavori connessi al dissalatore (non il dissalatore vero e proprio) – spiega in una nota Il consigliere Italo Sapere – Si tratterebbe della tubazione interrata che porterebbe l’acqua dei pozzi di Mola nella dorsale. Opere definite propedeutiche al dissalatore vero e proprio».

Per Sapere l’ordinanza non cambia la strategia del Comune. L’obiettivo resta quello di fermare a tutti i costi la realizzazione dell’opera comprensoriale.

«Questa cieca quanto ottusa determinazione a voler perseguire questo progetto nonostante le molteplici testimonianze dei danni ambientali arrecati dallo scarico delle salamoie in mare – spiega il consigliere delegato Sapere – e nonostante la mancanza della procedura di V.inc.a. (valutazione di incidenza ambientale), prevista in casi di zone vicine a siti della Rete Natura 2000, la mancanza della valutazione dell'impatto che potrebbe avere una variante sul piano operativo di Protezione civile regionale e su quello comunale mette in luce quale è il vero interesse di certa gente: serve a chi lo costruisce. Da un lato si paventa una crisi idrica, e dall’altra si autorizza la realizzazione di un parco acquatico con acqua dolce». Sapere, a nome dell’amministrazione comunale, lancia un appello alla mobilitazione: «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro che hanno a cuore l’isola d’Elba: fermiamo questa opera inutile e dannosa». —

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