Il dolore
Seconde case piene, scattano i controlli su chi è arrivato dalle zone rosse
Il governatore Rossi: «Siete un pericolo, tornate al nord» Intanto dai sindaci stretta su locali pubblici e supermercati
«Tornate a casa vostra». L’appello, quanto mai accorato, è del presidente della Regione Enrico Rossi: chi è arrivato all’Elba e nella altre località turistiche della Toscana deve mettersi in quarantena o andarsene. Sono le parole del Governatore a scandire l’ennesima giornata di emergenza sanitaria per il Coronavirus vissuta all’isola d’Elba. E se l’Asl Toscana Nord Ovest promette di rafforzare tutte le azioni per garantire la salute degli elbani, rispondendo a chi, preoccupato, teme per l’assenza di posti di terapia intensiva nell’ospedale elbano, i sindaci proseguono la loro battaglia, a colpi d’ordinanza, per limitare al minimo i rischi di contagio affidandosi alla polizia municipale per “schedare” e imporre la quarantena, come da ordinanza regionale, a chi è arrivato dalle zone rosse per gremire le strutture e le seconde case dell’isola d’Elba.
L’appello di Rossi
«Chi viene dalle zone rosse può facilmente diventare veicolo grave di infezione e di diffusione del virus, vanificando tutti gli sforzi che stiamo facendo per contenere il contagio. Un conto è venire in Toscana per motivi di salute, di lavoro o per necessità, un altro è arrivare qui per trascorrere una vacanza in un momento in cui a ciascuno di noi è chiesto di fare la propria parte con senso civico. Inoltre, non essendo residenti e non avendo il medico di famiglia, finirebbero in ospedale che invece devono essere protetti. Tornate a casa». Il presidente della Regione Enrico Rossi lancia un appello fin troppo chiaro. I destinatari sono i cittadini del nord Italia che, ormai da giorni, hanno riaperto le seconde case dell’isola d’Elba e stanno trascorrendo i giorni dell’emergenza lontani dalle zone dei focolai.
Turisti in quarantena
L’ordinanza regionale, del resto, impone a chi è arrivato all’Elba da meno di 14 giorni di segnalare la propria presenza alle autorità sanitarie (vedi come nella scheda) e di mettersi un quarantena per scongiurare i rischi di contagio. «Abbiamo diverse centinaia di questionari compilati – spiega Marcello Tovoli, il vicesindaco di Porto Azzurro, il comune più agguerrito nell’attività di schedatura dei cittadini arrivati all’Elba dalle zone a rischio – le seconde case sono gremite, non è solo un’impressione. Abbiamo quasi definito la lista completa, stiamo mandando gli agenti di polizia municipale. Chi è arrivato all’Elba da quelle zone non esca di casa».
Ma non è solo Porto Azzurro ad alzare il livello di attenzione in queste ore di grande preoccupazione. Il Comune di Portoferraio, con l’ennesima ordinanza firmata ieri dal sindaco Angelo Zini, ribadisce l’obbligo per chi è arrivato dalle zone rosse di comunicarlo alle autorità sanitarie e a compilare il questionario informativo con i dati su eventuali sintomi, date di arrivo e di permanenza. Gli altri Comuni hanno fatto lo stesso, mentre Andrea Gelsi, primo cittadino di Capoliveri, ha rincarato la dose, scrivendo una lettera al Prefetto a cui si chiedono controlli serrati sui porti, posti di blocco sul territorio elbano e interventi mirati della polizia municipale per identificare chi è arrivato dalle zone a rischio.
L’impegno di Asl
La rabbia per l’arrivo di tanti turisti dalle zone a rischio si accompagna, all’Elba, al timore per un piccolo ospedale che si troverebbe, in caso di contagi, a far fronte a un’emergenza. In tanti, in questi giorni, temono per l’assenza di posti di terapia intensiva. L’Asl, con una nota, intende rassicurare i cittadini: «Saranno rafforzate e attivate tutte le azioni necessarie a garantire la salute dei cittadini elbani, sia direttamente sul territorio, sia quando è necessario ricorrere a strutture a più alta intensità – spiegano dall’azienda – nei prossimi giorni, infatti, la direzione aziendale, in accordo con la Regione, si recherà all’Elba per incontrare gli operatori sanitari e mettere a punto il protocollo operativo valido sull’isola. Per permettere una maggiore intensità di cura e una presa in carico direttamente nel presidio elbano o a domicilio saranno potenziati, sia il personale, sia le attrezzature, mentre per tutti coloro che dovessero essere trasferiti in rianimazione, saranno disponibili gli elicotteri della Protezione civile e navi espressamente dedicate».
Nuove misure
I Comuni elbani, in queste ore, hanno innalzato il livello di precauzione. Il sindaco Maurizio Papi, con un’ordinanza, ha imposto ingressi contingentati ai supermercati (15 persone al massimo alla Coop e alla Conad del paese, 10 al punto vendita di Mola), stessa decisione assunta dal sindaco di Capoliveri Andrea Gelsi. Portoferraio ha disposto la chiusura al pubblico degli uffici comunali e delle società partecipate, raccomandando il rispetto di requisiti stringenti nei locali pubblici. Ordinanze simili sono state assunte dagli altri Comuni dell’isola. —
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