Il Tirreno

ambiente 

Meduse a perdita d’occhio: «Mare caldo e pesca intensiva»

Cecilia Cecchi
Meduse a perdita d’occhio: «Mare caldo e pesca intensiva»

Aumentate di 10 volte in 10 anni. Allarme e preoccupazione anche a Baratti Bedini (Istituto di biologia marina): « “Pelagia noctiluca” dai tentacoli urticanti»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. La sabbia, secondo dove, quasi va cercata. Anche sulla battigia, tra le onde, meduse ovunque. Situazione che non ha mancato di procurare allarme e preoccupazione pure a Baratti. «Invasione di meduse molto simili alla “nostra” luminosa, ma queste sembrano molto più grandi, di un colore più in evidenza e struttura diversa...filamenti molto più importanti» scrive Andrea Magri, qui operatore portuale, da subito l’opinione più accreditata e moltiplicata via social (come le fotografie, alcune bellissime). Andrea Magri che ha poi portato immagini e un “campione” all’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino. Tante le domande rivolte a Roberto Bedini, direttore dell’Istituto.

Perché con la mareggiata, insieme alla posidonia, arrivano meduse a non finire... «Parecchie già spiaggiate, dipende dal vento – conferma Roberto Bedini – pure a Baratti». E come sempre sono già in tanti a preoccuparsi che possa essere un’altra estate da “Sos meduse in mare” in tutta la Val di Cornia....

«Certo è – ricorda Bedini –, che come confermano i comitati scientifici degli Istituti di scienze marine delle Università europee le meduse sono aumentate di 10 volte in 10 anni. Si tratta sempre della tradizionale medusa luminosa, o “Pelagia noctiluca” dai tentacoli urticanti... Diverse le correnti, diverso il modo in cui le meduse si avvicinano alle coste – sottolinea –. Tuello che sta succedendo in questi giorni? Le meduse non riescono ad opporsi né alle correnti né alle onde ed è così che vengono spinte a riva. Poi resta il fatto che persino il loro massimo ciclo riproduttivo è legato all’innalzamento delle temperatura...».

Anche per quanto successo in questi ultimi giorni, Bedini si è confrontato con Ferdinando Boero, professore di zoologia all’università del Salento, associato a Cnr-Ismar. Ricevendo conferme. «Le meduse si moltiplicano in modo esponenziale... – spiega Bedini – anche perché è in costante diminuzione la “competizione giovanile”; le neonate meduse crescono nel plancton nutrendosi di piccoli crostacei come i baby pesci, che però sono sempre meno. Anche grazie a studi delle Università americane sono chiamati in causa pure i pescatori per quanto sta accadendo. Ma non si parla dei piccoli pescherecci del nostro mare... Una buona fetta di responsabilità ce l’ha la pesca intensiva fatta con navi che prelevano tonnellate di pesci in continuazione. Unitamente, certo, al riscaldamento globale: con l’aumento della temperatura dell’acqua, nascono più meduse che poi si nutrono di più e meglio senza più competitori per l’alimentazione. Finiremo per avere solo pesci d’allevamento...». Insomma, al mare, pure quest’anno ci sarà sempre da stare attenti anche per le meduse.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa