Gioco
Ferma opposizione degli agricoltori Cia «Progetto incoerente»
La Confederazione pronta a sostenere l’azione del Comune «Se realizzato sarà un abbraccio mortale per Piombino»
piombino. «Segnali preoccupanti di una aggressione al territorio agricolo di Piombino che deve essere contrastata con fermezza». Così Confederazione italiana agricoltori provinciale.
Il giudizio mette in fila i progetto. «Dopo il progetto di un campo fotovoltaico della potenza complessiva di 18 Mw in località Bocca di Cornia presentato nel 2010 dalla Officine Elettriche Balsini e del quale al momento si sono perse le tracce, si profila la realizzazione di due nuovi impianti: il primo di maggiore potenza, di cui ci siamo già occupati, sempre nella stessa zona, con una previsione di occupazione di suolo agricolo di circa 80 ettari, il secondo, notizia di queste settimane, peraltro in avanzata fase progettuale della superficie di circa 15 ettari, a ridosso dell’area industriale di Montegemoli».
Il punto è sempre lo stesso: «Quali siano state le ragioni che hanno consentito destinare un’area vasta circa 320 ettari nella zona di Bocca di Cornia a ospitare insediamenti di questo tipo, escludendo tali aree da quelle di tutela, come previsto dalla Regione Toscana con l’impostazione voluta dall’assessore Marson con la normativa sul governo del territorio. Legge ricordiamo, espressione di una politica di salvaguardia del territorio rurale e del contrasto al consumo di suolo per proteggere le aree agricole da aggressioni speculative di ogni tipo comprese quelle legate al business dell’energia. Questa vicenda però va oltre gli aspetti legati alla difesa del suolo agricolo e assume un carattere più generale di tutela che riguarda tutti i cittadini e la città, che vive tuttora una fase di declino industriale».
Secondo la Cia provinciale «Il territorio di Piombino è molto provato, che ancora oggi fa i conti con il proprio ingombrante passato industriale, con ampie aree dismesse da riconvertire, con la presenza di una discarica sempre più scomoda e che in poco tempo potrebbe vedere altre ampie aree del proprio territorio, a ridosso della città, occupate da campi fotovoltaici. Un abbraccio mortale tale da relegare Piombino a un ruolo marginale e di abbandono rispetto a qualsiasi ipotesi di una nuova fase di sviluppo legata ad altri comparti produttivi come il turismo e perché no l’agricoltura». Che sottolinea: «Restano valide tutte le motivazioni, più volte richiamate dalla Confederazione, legate alla incoerenza tra il nuovo impianto con il conseguente consumo di suolo, la probabile impermeabilizzazione dei terreni, l’appesantimento paesaggistico, il danno d’immagine e il modello di sviluppo territoriale, sempre più basato su agricoltura e turismo. Fa bene il Comune a opporsi con forza a questi nuovi insediamenti fotovoltaici e la Confederazione è pronta a sostenere con convinzione questa battaglia, ma serve una consapevolezza che coinvolga tutta la comunità perché il tempo non è dalla nostra parte ed occorre agire con tempestività». —
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