Il Tirreno

dopo il decreto del consiglio dei ministrI 

Lo sport va avanti tra preoccupazione e voglia di normalità

Francesca Lenzi
Lo sport va avanti tra preoccupazione e voglia di normalità

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Lo sport ai tempi del Coronavirus ha il sapore della preoccupazione ma anche della volontà di conservare quel minimo di normalità e di consuetudine.

Il decreto emanato dal consiglio dei ministri lo scorso 4 marzo ha tracciato le linee guida alle quali devono rispondere società e associazioni sportive, così come palestre e impianti.

Alcuni Comuni, come Campiglia e San Vincenzo, hanno emesso ordinanze ancor più restrittive, mentre Piombino ha deciso diversamente, demandando la questione al decreto ministeriale.

Lo scenario a questo punto è variegato. Nel tennis, ad esempio, Atp e Magona restano aperti, mentre ha sospeso per dieci giorni l’attività il Tc Piombino.

L’Uisp Piombino, recependo la presa di posizione del comitato regionale, ha chiuso fino al 15 marzo gli impianti di propria gestione, mettendo in pausa anche i corsi.

La piscina comunale va avanti con qualche accortezza in più. «Gli allenamenti della agonistica continuano – spiega Alessandro Bagiardi – Oltre alle normali precauzioni, facciamo firmare agli atleti un’autocertificazione sullo stato di salute attuale e registrato nei precedenti 14 giorni».

Ingressi negli spogliatoi scaglionati, sanificazione degli ambienti due volte il giorno, gel igienizzante, cartelli informativi e raccomandazioni, sono solo alcune delle precauzioni intraprese dalla piscina che ha altresì chiuso la balconata e ridotto l’accesso dei genitori sul piano vasca per i corsi dei più piccoli.

«Ricordo che le piscine sono fra agli impianti più controllati – dice Massimo Giuliani, della direzione sportiva della Olimpic Nuoto, gestore della piscina – Siamo tutti chiamati a rispondere con responsabilità».

Provvedimenti, chiusure o meno a parte, la paura del virus sta andando a braccetto con un calo oggettivo di presenze in palestre e impianti. Soprattutto fra i più piccoli, tenuti a riposo dai genitori preoccupati.

Le palestre piombinesi comunque sono aperte. «Siamo una struttura piccola che fa un lavoro di nicchia – afferma Lio Bastianini della Motus – I numeri che abbiamo ci consentono di rispettare la distanza di un metro. In più abbiamo affisso fogli informativi e messo a disposizione della clientela gel igienizzante».

Nessun problema anche per il Living Club: «Gli ampi spazi che abbiamo ci fanno rispettare la distanza da mantenere fra le persone – dice Mirko Grilli – Sia nella sala pesi che nella sala corsi, grande 200 metri quadrati. Inoltre abbiamo messo cartelli, disinfettante per i macchinari e gel igienizzante. Poi, come sempre, sta al senso civico della gente rispettare le regole».

«Abbiamo distanziato i macchinari, mentre il gel in sala lo abbiamo da anni – spiega Michela Malfatti del Morphè – Anche per i corsi ci assicuriamo che venga rispettata la distanza di un metro fra le persone, altrimenti dividiamo il corso in due».

«Noi invece abbiamo scelto di sospendere l’attività corsistica fino al 15 marzo, congelando gli abbonamenti – replica Alberto Mazzola del Body Line – Non tanto per le sale corsi, quanto per il numero potenziale delle persone negli spogliatoi che non ci avrebbe garantito il rispetto della distanza prevista dal decreto. Va avanti la sala attrezzi, dove abbiamo installato cartelli informativi e gel. Rispetto alle altre palestre cittadine, abbiamo deciso per una precauzione in più. Non so se sia giusta o meno. Come non so se abbiano fatto bene Campiglia e San Vincenzo a emettere le ordinanze, oppure il Comune di Piombino. Però credo che sarebbe stato un bene – conclude – vedere le istituzioni unite su questa questione». —

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