Attenzione
«Cemento e prime case, questo piano va bocciato»
Legambiente dura sulla programmazione attuata dalla giunta Montauti «Scarsa attenzione alle criticità idrogeologiche, il Comune ci ripensi»
CAMPO NELL’ELBA. «Il nuovo piano operativo comunale di campo sembra in contrasto con le previsioni del piano di indirizzo territoriale della Regione. Prevede una espansione urbanistica e la realizzazione puntiforme e selvaggia di “prime case” in un territorio dove la percentuale di seconde, terze e quarte case è altissima e nel quale l’emergenza abitativa è ridotta a poche famiglie. Insomma, Il Comune ritiri queste previsioni». È un giudizio duro quello che Legambiente dà sul nuovo strumento urbanistico: l’associazione ha presentato delle osservazioni molto articolate alla Regione Toscana.
«Le prime case rischiano di trasformarsi – spiegano dal Cigno Verde – come avvenuto in passato a Campo nell’Elba e in altri comuni elbani – in un nuovo consumo di suolo che alimenta una necessità in gran parte artificiosa e che espande ulteriormente il costruito e perpetua un’economia parassitaria basata sulla rendita e che mostra ormai da anni i segni di una profonda e irreversibile crisi». Ma la critica del Cigno Verde non si limita a questo.
«Un altro aspetto che balza agli occhi è un forte aumento di consumo di suolo, spesso in zone ad alto rischio idraulico o idrogeologico – attaccano gli ambientalisti – con una diffusa realizzazione di nuove “prime case”, ampliamenti di unità abitative, commerciali, artigianali e ricettive, recupero di ruderi in zone rurali, realizzazione di un nuovo centro commerciale, di un parco tematico con 500 metri quadri di servizi e di un polo sportivo privato. Un consumo di suolo che, intervenendo e “indurendo” sul territorio che si asserisce di voler mettere in sicurezza dal punto di vista idrogeologico ne muta le caratteristiche, creando nuove situazioni di insicurezza».
Secondo Legambiente la programmazione urbanistica non è «giustificata né dalle esigenze della popolazione e del territorio, non tiene conto delle risorse disponibili e degli effetti del cambiamento climatico che hanno già duramente colpito il territorio del Comune di Campo nell’Elba con i due alluvioni del 2002 e del 2011, mentre un recente studio del CNR evidenzia che la spiaggia di Marina di Campo rischia di essere sommersa dall’innalzamento del mare entro pochi decenni. Tutto questo è assente nel Piano che non prevede nessuna vera misura di mitigazione e adattamento climatici (per gli interventi post-alluvioni si può infatti parlare di tardive misure “risarcitorie”) e nel quale si nota una scarsa attenzione per gli interessi generali della cittadinanza che spesso vengono sacrificati a favore di interessi privati, con misure e interventi pubblici ad hoc».
Le osservazioni presentate da Legambiente Arcipelago toscano alla Regione Toscana sono articolate in diversi capitoli: il primo riguarda la pianificazione delle prime case. Il Cigno Verde dedica spazio anche alla pianificazione di un asilo in via del Lentisco, in zona secondo il Cigno Verde ad alta pericolosità idraulica, quindi punta l’attenzione al nuovo insediamento commerciale, una nuova area sportiva privata in un luogo ad alto rischio idraulico. Legambiente pone inoltre dei dubbi sulla riqualificazione del complesso turistico e ricettivo delle Caviere, in una « zona ad alto rischio idrogeologico e strapiombante su una strada provinciale, con un forte impatto paesaggistico e con la definitiva compromissione di un ambiente con caratteristiche uniche». —
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