Il Tirreno

tra san vincenzo e campiglia 

Case cantoniere e promesse mancate: il triste destino degli immobili Anas

Manolo Morandini
Case cantoniere e promesse mancate: il triste destino degli immobili Anas

Liberate dal personale, sono ormai scheletri vuoti. Dovevano diventare alberghi e bar, nessuno le vuole

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CAMPIGLIA. Continua a sbiadire il rosso pompeiano che rende riconoscibili le case cantoniere Anas. Tra San Vincenzo e Campiglia si fa spazio il degrado negli edifici che affacciano sul tracciato della Vecchia Aurelia.

Liberate dal personale in esercizio, si sono trasformate in scheletri vuoti. L’ultimo in ordine di tempo all’ingresso nord di San Vincenzo. L’edificio è al chilometro 256+500. Un grande complesso, articolato in più costruzioni, e con un’ampia corte. Le condizioni dell’immobile, in buono stato di conservazione, suggerirebbero di non ripetere l’esperienza di quanto accaduto a una manciata di chilometri in direzione sud. Al chilometro 254,+150. Qui c’è la casa cantoniera Santa Costanza, accanto a un distributore di carburanti e poco prima della rotonda che porta verso gli impianti sportivi, piazza Giovanni XXIII o proseguendo a diritto in direzione di Venturina. Il degrado si mostra in tutta la sua forza. Dismesso da anni, l'edificio non è utilizzato da nessuno. Gli interni depredati, così come gli infissi e le grondaie di rame. Porte e finestre sono state murate. Una misura necessaria per evitare che si trasformasse in rifugio di fortuna. Il tetto è franato in più parti.

La società Anas aveva immaginato per l’edificio al chilometro 254+150 un futuro da albergo, ristorante, bar e punto di informazione. L’azienda lo aveva deciso nell’ambito del progetto di riqualificazione degli immobili frutto della collaborazione con il ministero per i Beni culturali, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia del demanio sulla base del protocollo sottoscritto a dicembre 2015. Nel 2016 a San Vincenzo venne organizzata la presentazione pubblica del bando con dettagli sul potenziale della casa Santa Costanza. Chi si aggiudicava la concessione, avrebbe avuto il compito di sviluppare le attività imprenditoriali in coerenza con le linee guida del bando, garantendo i servizi di base definiti: pernottamento, bar e ristoro, wi-fi gratuito, postazioni di ricarica per i veicoli elettrici e info point di informazione turistica. La ristrutturazione sarebbe stata a carico di Anas. Ma alla scadenza non venne presentata alcuna offerta. A rendere allettante l’opportunità neppure un consistente incremento di volumi con nuove strutture per circa 150 metri quadrati di superficie utile. Il tutto sfruttando le previsioni urbanistiche che risultavano dalla lottizzazione Pian degli ulivi.

Nel viaggio verso sud, nel cuore dell’abitato di Venturina, in via Indipendenza al civico 242, c’è un’altra promessa mancata. Anche qui la casa cantoniera, liberata dall’ultimo inquilino, potrebbe essere a rischio. Qui la prospettiva immaginata da Anas non guarda al turistico ricettivo. Nell’estate 2018 l’azienda ha annunciato lavori di adeguamento. Alcune opere di sistemazione con l’obiettivo di far diventare l’immobile una struttura residenziale destinata a ospitare gli operai che lavorano per la società. —


 

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