Il dolore
«Agire subito per non perdere completamente la stagione»
Il titolare di Promotours Snc chiede alle istituzioni misure urgenti «Le priorità sono da un lato la protezione, dall’altro la promozione»
L’intervento
Il fenomeno epidemiologico del Covid_19 sembra non arrestarsi e in tutto il Paese si stanno prendendo misure eccezionali. L’Elba tace o quasi. Sembra che sia compromessa già una parte importante della prossima stagione a livello di disdette, se non altro per ora quella relativa alle gite scolastiche, ma nulla si fa sia in termini protettivi sia in termini promozionali.
Come operatore turistico che, con la mia famiglia, da oltre cinquanta anni opera sull’isola mi chiedo ma cosa dobbiamo aspettare? Forse che la Regione ci assista in termini di protezione e promozione? Abbiamo visto significativi tentativi di sindaci dei Comuni elbani che però non sembra affrontino radicalmente la situazione drammatica che potrebbe delinearsi. Occorre agire su due fronti apparentemente opposti ma invece complementari, ossia protezione e promozione appunto. Protezione che potrebbe articolarsi in diverse misure, come l’utilizzo delle barriere piombinesi con costante monitoraggio sia con termo-scanner sia con controllo serrato dei documenti di chi proviene dal continente non per respingere ma per verificare le condizioni di chi provenga dalle zone cosiddette rosse, anche arrivando ad allestire una tenda mobile per analisi d’emergenza sul porto stesso, tipo quelle presenti fuori dagli ospedali del nord. Certo, lo spirito di ospitalità della nostra isola non può venire meno in caso di emergenza, ma tutte le ville che vediamo illuminate da Procchio a Marciana Marina e il supermercato invaso da turisti fuori stagione dovrebbe far muovere chi è preposto ad effettuare i dovuti controlli. Cosa accadrebbe se un focolaio indotto, anche minimo, sull’isola mettesse alla prova la già difficile e eroica, per certi versi, sanità locale? Invece di diventare zona verde saremmo zona rossa in un baleno.
Sull’altro fronte la promozione. Non ci vorrebbe molto, anche da parte delle associazioni di categoria, a proporre, se e finché così saremo, a dare della nostra isola una immagine internazionale di isola ‘freevirus’ e a realizzare anche siti appositi che lo promuovano. Le associazioni di categoria dovrebbero farsi già da ora interpreti di evidenti esigenze che si presenteranno in termini di annullamento di pagamento di tasse e contributi legati alle attività turistiche e finanche a pensare ad una forma di sussidio di disoccupazione straordinario per chi potrà dimostrare ad esempio di aver avuto un rapporto costante lavorativo sull’isola e compromesso da questa emergenza. Le aziende turistiche dovrebbero infine poter accedere a speciali finanziamenti o a rapide moratorie per mutui e prestiti in essere, affinché una potenziale crisi della stagione non abbia a trasformarsi in una debacle definitiva. Insomma, che si muova chi deve muoversi e lo faccia in tempo se la crisi, come sembra, proseguirà. Scrisse un grande poeta: ‘…chi avrà cura di noi, se saremo incuranti delle stesse nostre cose?... Che queste mie parole siano solo intese come uno stimolo verso le autorità e verso le istituzioni preposte affinché agiscano presto e subito. —
Jacopo Bononi
Promotours Snc
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