La manifestazione
«Il Comune fa pagare cassintegrati e precari»
PIOMBINO. «Ma che fine hanno fatto i garanti della sinistra? ». È la domanda polemica (e retorica) che pongono il direttivo del Circolo Prc e il gruppo consiliare, riferendosi in maniera chiara anche se non esplicita a quelle forze della giunta Ferrari che in passato appunto si richiamavano ai valori della sinistra.
«La Corte dei Conti – scrive Rifondazione comunista in una nota – rileva un disavanzo di quasi 500mila euro, imputabile alle amministrazioni precedenti (2015 e 2016), per il quale devono essere adottate misure correttive entro 60 giorni dalla comunicazione di avvenuto deposito della pronuncia di accertamento. Il sindaco e la giunta, fra le altre misure correttive, decidono di abbassare il tetto di esenzione dell’addizionale Irpef a 10mila euro, ignorando che il Pil di questa città è a zero, che ci sono cassaintegrati e lavoratori precari a iosa, e quindi fa cassa con gli ultimi, mantenendo l’aliquota unica dello 0,8 per chi ha un reddito da 10.001 a 200mila, tipica soluzione di destra, un taglio orizzontale a tutto vantaggio dei redditi più alti. Non sarebbe forse stato meglio mantenere il tetto di esenzione dei 20mila euro e aumentare progressivamente l’aliquota per i redditi superiori?».
«Inoltre – conclude il Prc – si afferma che 80/160 euro da pagare in più sono irrilevanti. Purtroppo non è così per in un territorio dove una fabbrica è sostanzialmente chiusa da anni, dove il mercato immobiliare è crollato, dove i consumi interni sono al limite della sopravvivenza e dove anche il commercio è in caduta libera, e 80/160 euro rappresentano la spesa al supermercato per una famiglia media di una o due settimane. Il cambio di marcia è chiaro, e anche il senso». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google