Appello alle forze politiche: «Serve un confronto urgente»
campiglia. «La decisione assunta dal Pd sanvincenzino e condivisa dalla lista di Cosimi, è di una gravità storica». Non ha dubbi il capogruppo di Gruppo 2019 Nicola Bertini. Che aggiunge: «I motivi accampati da San Vincenzo sono strumentali. È vero che la Parchi ha perso man mano efficienza nella gestione dei servizi ma questo dipende da scelte politiche sempre e completamente condivise da Alessandro Bandini. È vero che il consiglio d’amministrazione deve essere scelto in modo collegiale ma è lo stesso Bandini che rivela come la volontà di togliere Rimigliano alla Parchi fosse già stata formalizzata a ottobre».
Bertini rileva «difetti di trasparenza e strategia anche del Comune di Campiglia che avrebbe dovuto da subito mettere in guardia tutti sulla portata delle intenzioni di San Vincenzo, che veniamo a conoscere con sei mesi di ritardo, e avrebbe dovuto impostare ben altra discussione pubblica per evitare un simile esito. Le intenzioni di San Vincenzo sono chiare: realizzare la speculazione nella Tenuta di Rimigliano e asservire la fascia a mare alle esigenze delle nuove lottizzazioni, rimanendo nella Parchi perché potrebbe far comodo metter bocca sugli altri parchi e magari dar fastidio all’avversario politico di Piombino pur non contribuendo economicamente in modo significativo». Che prosegue: «L’amministrazione Pd di San Vincenzo è pronta a sacrificare il progetto che univa la gestione e valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e archeologico di un intero comprensorio, per le carenze di manutenzione del parco causate proprio dalle scelte delle amministrazioni Pd degli ultimi 10 anni sempre condivise da Bandini».
Il capogruppo di Gruppo 2019 sottolinea anche la condotta dell’amministrazione di Campiglia Marittima. «L’amministrazione di Campiglia è stata zitta zitta. Non ha pensato a informare la cittadinanza né il consiglio in tempo per aprire un dibattito sull’argomento e pare non aver pensato neppure che con San Vincenzo rimasto dentro la Parchi non si sa a fare cosa, il contributo economico che toccherà sostenere sarà suddiviso su meno teste». E conclude: «Nel frattempo è marzo. Un disastro di portata storica. Il Gruppo 2019 invita tutte le forze politiche e amministrative, di maggioranza e di opposizione, a confrontarsi urgentemente sulla Parchi Val di Cornia, sulla necessità del suo rilancio perché sia il primo mattone per ricostruire un tessuto economico produttivo nel nostro territorio». —
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