Gioco
La Filarmonica avanti tutta dopo il furto degli strumenti
Per il ripristino della sede i tempi si allungano mettendo in crisi le attività sociali Il presidente Vangelisti: « Forte di una storia quasi centenaria, non molliamo»
Il furto subito nella notte tra il 18 e il 19 febbraio è stato un brutto colpo per la Filarmonica Mascagni.
Strumenti e attrezzature sono state saccheggiate nella sede in cui, oltretutto, l’associazione vorrebbe tornare al più presto. Ma sulla sala della musica il Comune attende ancora il parere dei vigili del fuoco sul progetto di ristrutturazione. «Ci dicono che dovrebbe arrivare a breve e non appena acquisito procederemo con l’iter stabilito» annuncia la sindaca Ticciati. Lo scorso novembre, l’assessora ai lavori pubblici Elena Fossi aveva auspicato di cominciare l’intervento di messa in sicurezza e ristrutturazione entro l’inizio di quest’anno.
Ma solo se la tempistica fosse stata quella stimata: ovvero, l’arrivo del parere dei vigili del fuoco (per le misure antincendio) a dicembre a cui avrebbe potuto fare seguito l’avvio della richiesta di preventivi. Si tratta di un’opera pubblica da 300mila euro, in due stralci: il primo, per messa in sicurezza e bonifica ambientale, 100mila euro; il secondo, per la ristrutturazione edilizia, 200mila. La sala della musica è stata dichiarata inagibile e chiusa a settembre 2018, per alcune fessure che ne compromettono la stabilità. Ad aprile 2019 l’annuncio dell’allora sindaca Soffritti sull’avvio dei lavori il maggio successivo, ma mai cominciati. Insediata la nuova giunta a giugno 2019, la situazione è stata presa in carico dalla Fossi, garantendo il massimo impegno a far partire i lavori prima possibile. Ma i tempi si sono allungati. «Il parere del genio civile è arrivato a ottobre (2019, ndr), dopo quattro mesi» aveva precisato. E ora, come allora, si rimane ancora in attesa di quello dei vigili del fuoco. Nel frattempo, la Filarmonica Mascagni è rimasta “senza casa” e ha dovuto trasferirsi in sedi provvisorie.
Cosa che ha reso difficile portare avanti le attività, molte delle quali, oltretutto, servono ad autofinanziarsi. «La nostra associazione aveva una sede importante – riferisce il presidente Bruno Vangelisti - ampliata negli anni grazie al lavoro dei musicisti, dai soci, dagli amici, dall’aiuto dell’amministrazione. Era così diventata un punto pubblico di incontro e aggregazione per la cittadinanza, con l’organizzazione di progetti musicali, feste dal ballo e attività sociali nostre e delle associazioni che ne facevano richiesta». Poi la chiusura. «Forse, senza voler assolutamente fare polemica – precisa Vangelisti –, è stata dichiarata l’inagibilità con troppa fretta, senza prima aver programmato la tempistica reale della soluzione che tale provvedimento comportava. Si sa quali sono i tempi della burocrazia. Questo ha messo in grave difficoltà le attività sociali svolte, non solo dalla Filarmonica. Si è provveduto a tamponare questa chiusura con sedi più o meno provvisorie come all’interno dell’ex Bic, poi inagibile, ora al centro civico Mannelli a Campiglia dove il venerdì facciamo le prove. Cosa che ha comportato smuovere tutta la strumentazione, leggii, partiture da spostare e traslocare portando via del tempo utile alle attività sociali». Quanto pensa ci sarà ancora da aspettare? «Credo passerà tutto il 2020 – risponde - perché finora nessuno ha sottoscritto una data e una tempistica definitiva. La Filarmonica, forte di una storia quasi centenaria, ha le spalle larghe per sopportare questo e altro, e la passione per la musica e il rispetto di chi ci ha preceduto ci impone di andare avanti e non mollare, nonostante le difficoltà». —
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