Il Tirreno

il movimento 5 stelle  

«Bombole abbandonate, basterebbe attuare le disposizioni in vigore»

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PIOMBINO. «Era maggio 2018. Sono passati pressoché due anni dall’approvazione in consiglio comunale dell’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle Piombino, sul contrasto all’abbandono delle bombole del gas sul territorio. È così difficile attuare tale disposizione? Cosa la impedisce? Perché il costo dell’inciviltà deve ricadere su un’intera comunità? » .

Così interviene il Movimento 5 Stelle, riferendosi alle parole dell’assessore all’Ambiente Carla Bezzini, la quale ha dichiarato proprio in questi giorni «che il recupero di queste bombole, in quanto rifiuti speciali pericolosi, deve essere affidato a Sei Toscana, per una spesa di 300 euro a bombola, tutti costi che saranno poi spalmati sulla Tari e quindi saranno a carico di tutti i contribuenti».

L’ordine del giorno citato dai pentastellati fu approvato nel maggio di due anni fa da Ascolta Piombino, Ferrari Sindaco – Forza Italia, Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione comunista.

L’ordine del giorno approvato nel maggio di due anni fa dunque, considerato che «l’incivile pratica di lasciare residui pericolosi incustoditi in luoghi pubblici espone la nostra comunità a rischi per l’incolumità dei cittadini e delle cose; le bombole del gas sono rifiuti pericolosi altamente inquinanti; ogni bombola del gas ha, per legge, un numero identificativo; le bombole del gas non sono mai completamente vuote e ciò può costituire un pericolo di rischio di incendio» impegnava il sindaco e la giunta «a verificare con gli addetti autorizzati alla vendita di bombole del gas ad uso domestico la possibilità di consegnare le bombole solo a fronte del rilascio degli estremi di identificazione del compratore in modo da poter risalire (ed eventualmente sanzionare), tramite il numero identificativo della bombola, al soggetto che abbandona la stessa in luoghi non consoni allo smaltimento di tali “rifiuti”. A concordare con i rivenditori azioni adeguate ad inibire tali azioni incivili, sincerandosi che tutte le normative sulla privacy siano rispettate».

Nella nota inviata ieri infine il Movimento 5 Stelle si chiede anche «perché si verifica soventemente che sull’evoluzione delle mozioni e degli atti approvati, le Giunte si guardano bene dal tenere informato il Consiglio?». —

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