Il Tirreno

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Richiesta danni di Navarra «Si tratta di un atto ritorsivo»

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piombino. «Piena solidarietà e appoggio al sindaco Francesco Ferrari, alla giunta e a tutti i consiglieri comunali». Ad esprimerla è la lista civica Ferrari Sindaco in scia all’atto di citazione di Navarra Spa, in qualità di azionista Rimateria, che contesta al Comune di piombino e ad Asiu Spa in liquidazione una condotta in contrasto con gli impegni sottoscritti lamentando danni per 25 milioni di euro.

L’impianto di Ischia di Crociano resta il tema centrale. Da qui la solidarietà della lista di maggioranza a tutti coloro che si «stanno prodigando in ogni modo per mantenere gli impegni presi di fronte agli elettori che, a larghissima maggioranza, hanno dato pieno mandato per, con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge, il raddoppio della discarica ed esercitare un serio controllo sulla regolarità di questo impianto che ha generato enormi problematiche. Non ci deve essere alcun dubbio su questo, il mandato degli elettori è stato forte e chiaro e dovrebbero averlo sentito tutti: per prime le opposizioni, poi i partiti che da tempo programmavano il raddoppio e, infine, le stesse aziende che ancora oggi lo reclamano».

La fondatezza e il quantum del danno restano da dimostrare. La prima udienza al tribunale di Firenze è il 20 giugno. La cifra da cui si parte fa tremare i polsi, vale la metà del bilancio annuale del Comune. La colpa contestata ad Asiu e Comune, in quanto controllante di Asiu, starebbe nella condotta non conforme al dovere di “conservare integre le ragioni” di Navarra in merito alla possibilità per Rimateria di ottenere le autorizzazioni alle discariche Variante 2 e LI53 e alla successiva possibilità materiale e giuridica di farne uso. Si parla di “comportamenti plurimi e reiterati contrari all’avveramento delle condizioni del contratto. «I processi si fanno nelle aule dei tribunali ma il valore mediatico di certi annunci, e ci riferiamo ai milioni richiesti come “risarcimento”, sono ben chiari – afferma la Lista Ferrari –. Si tratta di atti di ritorsione ai quali rispondiamo fermamente che non si ferma un processo democratico di rinnovamento politico e sociale di un territorio con le denunce, le minacce e le ritorsioni». Che prosegue: «Il processo di cambiamento voluto dalla città di Piombino deve andare avanti e con esso gli strumenti per la riqualificazione del territorio; come le bonifiche, che non sono certo state fatte dalla precedente amministrazione, e i ripristini a norma che ha richiesto non la nuova Amministrazione, ma addirittura la Regione». E conclude: «Quelli che dovrebbero e dovranno essere risarciti sono i residenti di Piombino che hanno subito enormi danni di immagine, hanno respirato aria irrespirabile, hanno visto deprezzare il proprio territorio e le proprie abitazioni ma, soprattutto, hanno vissuto sulla loro pelle come certa politica li abbia trattati come sudditi e non come cittadini. La richiesta di risarcimento, discutibile e pretestuosa, ci da quindi ulteriori motivazioni per il lavoro da fare a fianco del Sindaco e di tutti i soggetti di maggioranza a difesa di chi, come noi, crede in un futuro diverso per la nostra città». —

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