Il Tirreno

La "Parchi" e la crisi di un disegno condiviso

di Cristiano Lozito
La "Parchi" e la crisi di un disegno condiviso

La stagione è alle porte e quella che doveva essere la rinnovata squadra capace di imprimere una svolta alla promozione turistica è ancora al palo

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PIOMBINO. Che succede alla Società Parchi? Tre settimane fa – già con grave ritardo – è stato nominato il nuovo cda con la presidenza affidata al livornese Alessandro Bruni. Da allora nessuna novità rispetto alla nomina dell’amministratore delegato, del vicepresidente e alla ripartizione delle deleghe.

La stagione è alle porte e quella che doveva essere la rinnovata squadra capace di imprimere una svolta alla promozione turistica è ancora al palo. Non pare un caso che in questa fase si sia assistito allo strappo di San Vincenzo – peraltro certo non imprevedibile e comunque con ragioni provenienti da lontano – che ha ripreso Rimigliano sottraendolo alla gestione della Parchi. La Parchi, dunque, esempio residuo e riuscito di sovracomunalità, non esente da errori ma capace seppur lentamente di inseguire e segnare il nuovo orizzonte di un’economia finalmente diversificata della Val di Cornia con un disegno condiviso tra i Comuni, rischia di andare in pezzi. Difficile immaginare nuove strategie per l’estate in arrivo e quel cambio di passo auspicato e promesso dalla nuova amministrazione piombinese che, in maggioranza, detta le condizioni. Eppure, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che, per sviluppare il turismo, nessuno può bastare a se stesso. E che, per stare insieme, bisogna partire dal concetto della pari dignità. —
 

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