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polemica a portoferraio  

«La giunta fermi la strage di pini a San Giovanni»

«La giunta fermi la strage di pini a San Giovanni»

Legambiente chiede all’amministrazione di ritirare la delibera e di rendere pubblico lo studio sugli alberi della provinciale

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PORTOFERRAIO. «L’amministrazione di Portoferraio sospenda l'esecutività della delibera che prevede l’abbattimento di 116 pini nella piana di San giovanni». È quanto chiede in modo accorato Legambiente Arcipelago toscano che invita la giunta Zini a rendere pubblico lo studio che ha motivato questa delibera, aprendo un iter pubblico e partecipativo su quale debba essere la sorte dei filari degli alberi a San Giovanni.

«Mentre nell'era del cambiamento climatico persino Donald Trump – scrive il Cigno Verde – pianta alberi e le maggiori città italiane ed europee prevedono piantumazioni urbane di milioni di alberi lungo le strade per raffrescare, ombreggiare e ridurre l'inquinamento, gli ambientalisti ricordano agli amministratori che la letteratura scientifica e la normativa esistenti, suggeriscono che la rimozione sia accompagnata da nuove e auspicalmente più numerose piantumazioni compensative là dove gli alberi sono stati eradicati oppure, se non possibile in un Comune normalmente efficiente, dovrebbero essere stati individuati con il piano del Verde, se tale piano fosse stato redatto e adottato. Ma il Comune di Portoferraio, nonostante le promesse elettorali e post-elettorali, ne è tuttora privo».

Nel novembre 2019 si cominciò a parlare di adozione del piano del verde definitivo. Nel frattempo il Comune si sarebbe dotato di un piano di gestione temporanea in modo da poter cominciare ad affrontare le situazioni più urgenti. Legambiente chiese formalmente un incontro con l'assessore delegato. La richiesta non ha mai ricevuto risposta. «Passati quasi 3 mesi senza che si sia mossa foglia – continua Legambiente – la giunta ha deliberato che i pini del viale di San Giovanni debbano essere abbattuti, motivando la convenienza economico sociale della strage arborea con uno ‘studio’ risalente al 2016 del quale non vengono resi noti gli autori e le loro qualifiche, nel quale si sostiene che gran parte degli alberi si presentano in condizioni critiche di stabilità».

Gli ambientalisti fanno poi notare che i pini definiti in estrema criticità sono già stati abbattuti durante l'ultima amministrazione Ferrari. «La nuova amministrazione portoferraiese – commenta ironica Legambiente – comincia la sua ‘Rinascita’ esattamente nel solco arboreo tracciato dalle motoseghe del centro-destra, tipo ‘tiriamo dritto’, dove ci hanno detto di buttarci gli altri. Anche a volersi fidare di quanto sostenuto con preoccupante genericità dalla precedente e dall'attuale giunta Zini, dato che quelle piante sono di tutti i cittadini di Portoferraio, ci sentiamo in dovere di far notare che attualmente, secondo quanto dicono i nostri ex e attuali amministratori, abbiamo 116 piante, parte delle quali si trovano in moderata o elevata criticità. Ora accade che invece di rimboccarsi le maniche e far valutare da professionisti qualificati come il problema possa essere affrontato, si decide di farle sparire tutte. Farne una tabula rasa, sia la parte definita di criticità elevata o moderata sia la parte che non manifesta criticità alcuna. Ma non finisce qui. Purtroppo – conclude il Cigno Verde – non si fa parola di sostituzioni con altre essenza o, almeno di piantumazioni compensative in altri siti che insistano sempre in questo territorio». —

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