Il Tirreno

tribunale 

Finisce sotto accusa per 75 episodi tra furti riusciti e altri tentati

Pierluigi Sposato
Finisce sotto accusa per 75 episodi tra furti riusciti e altri tentati

Raid nel grossetano e una decina di colpi a Campiglia Dai box erano spariti anche auto, moto e biciclette da corsa

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A lui la Procura aveva contestato 75 episodi di furto, riuscito o tentato. Per lo più nelle autorimesse (non solo oggetti: anche auto, moto e bici) ma anche da distributori automatici. Lui, Dmytro Tatarenkov, 24 anni, nato in Ucraina, ha preferito non discutere le accuse e di fronte al giudice Gian Marco De Vincenzi, assistito dall’avvocato Romano Lombardi, ha patteggiato la pena: 1 anno 1 mese e 1. 500 euro di multa in aggiunta a una precedente pena (1 anno 3 mesi e 300 euro) per un furto di una bicicletta, con lesioni al proprietario del mezzo (rapina).

In alcuni di questi episodi (iniziati nel 2015, quando aveva 19 anni), Tatarenkov avrebbe agito in concorso con dei minorenni e ciò ha costituito aggravante insieme al fatto che spesso i furti erano commessi di notte. E spesso avrebbe agito con il volto coperto. Da solo o in compagnia sarebbe entrato in azione in varie località della provincia: nel capoluogo, ma anche a Civitella Paganico, a Orbetello, a Massa Marittima e a Follonica fino a spingersi a Campiglia Marittima dove sarebbe stato autore di qualche decina di colpi.

A Grosseto, avrebbe rubato una bici lasciata chiusa in via Tripoli. A Civitella Paganico un’Audi A4 avant, che era custodita in un’autorimessa (quella notte erano spariti anche due paia da sci, altrettanti bottiglioni di vino, due taniche vuote e alcune confezioni di marmellata); sorpreso con gli altri due a Follonica mentre saliva sull’auto rubata, avrebbe commesso resistenza ai danni di due carabinieri. Un’altra auto di grossa cilindrata, una Bmw, sarebbe stata da lui rubata a Follonica, sempre in un box, insieme a due bici. A Grosseto avrebbe portato via più volte del denaro dopo aver forzato le casse automatiche dei parcheggi Galleria Obderan e Campo Amiata (sotterranei) e Porta Corsica. Ancora in città, il furto di due paia di scarpe Adidas che il proprietario aveva lasciato fuori dal camper. Avrebbe rubato tre bici da corsa (una da 5. 500 euro, l’altra da 3. 500, la terza da 2. 500) e altri oggetti da un box. La notte del 18 ottobre 2016, invece, quattro colpi erano falliti, perché la saracinesca del box non si era aperta.

Il campo di azione si era poi trasferito a Follonica: 50 euro rubati dal distributore della farmacia San Raffaele. Due moto, una Ktm 250 e un Gilera Runner da un garage, insieme a due caschi, una tuta e parti di ricambio. Una Ducati Multistrada 1200; un Piaggio Liberty.

A Orbetello, il furto di una Yamaha 600, un casco, due cerchi e pneumatici da bici. Poi una valigetta con attrezza da lavoro; un trapano elettrico, un decespugliatore e altri attrezzi; e infine sei tentativi, sempre con i garage nel mirino. E anche per questi episodi Tatarenkov aveva preferito non discutere le accuse. A Massa Marittima, ancora da un garage era stata portata via una moto Ktm 600.

Poi il raid a Campiglia Marittima la notte del 12 dicembre 2016: la Procura ne ha contati ben 46, tra tentati (per lo più) e riusciti (solo due), tutti in autorimesse. Erano spariti un motorino, una bicicletta elettrica, due caschi e una giacca da moto, due automobili giocattolo radiocomandate e (in un altro garage), un navigatore, una ricetrasmittente, due pugnali. L’accusa ha ritenuto Tatarenkov responsabile del raid, insieme a un minore di 18 anni. Quando i colpi non erano riusciti, era stata per lo più la resistenza della saracinesca a impedirli. –



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