Gioco
Ecoballe in mare Wwf Italia: «Servono azioni urgenti»
piombino. «Chiediamo azioni urgenti da parte del Governo, della Regione Toscana e dei Comuni coinvolti, con il recupero delle ecoballe, la messa in sicurezza del materiale raccolto e la bonifica dei fondali». È quanto dichiara il vicepresidente Wwf Italia Dante Caserta in merito alla bomba ecologica innescata a luglio 2015 dalla motonave IVY, con la dispersione di parte del carico. 63mila chili di plastiche eterogenee, compresse in ecoballe, che giacciono a 50 metri di profondità in prossimità di Cerboli.
Ad oggi si cercano 41 ecoballe: blocchi di grosse dimensioni in cui sono compattati quei rifiuti a base di materie plastiche, ridotte in pezzi che vengono aggregati in grandi blocchi assicurati da reggette metalliche e strati di pellicola plastica. Ciascuno pesa 1. 300 chili. Dal carico disperso devono essere tolte le ecoballe recuperate in questi anni. Quindici in tutto. Finite nel sacco di pescherecci o spiaggiate dalle correnti marine.
C’è il rischio concreto, come già segnalato dal Tirreno, che l’operazione per disinnescare la bomba ecologica possa fermarsi per una questione di forma. Sulla nomina del contrammiraglio Aurelio Caligiore, capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di porto (Ram), a commissario straordinario del governo per risolvere l’emergenza ecoballe pende il procedimento aperto dall’Autorità garante della concorrenza per potenziale conflitto d’interessi. Il titolare di carica di governo – qual è quella di commissario straordinario incaricato con decreto del Presidente della Repubblica ndr – nello svolgimento del proprio incarico, non può esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico. Da qui l’apertura del procedimento. La soluzione però sarebbe stata trovata. Si tratta di districarsi tra passaggi burocratici per definire una nuova nomina con delibera della presidenza del Consiglio dei ministri. Ma il calendario corre.
«Ormai da 5 anni queste ecoballe stanno rilasciando plastiche e microplastiche in mare – sottolinea il vicepresidente Wwf –, con il rischio che lo sfaldamento delle coperture aumenti le tonnellate di spazzatura che già si stanno riversando sulle coste toscane e non. I pescatori issano con le reti più plastica che pesci e alcuni di loro sono stati costretti a tagliare la rete e abbandonarla in mare. Il danno ambientale rischia di essere molto grave, oltre a quello economico e turistico». Una vicenda, quella della motonave Ivy, «dai contorni indefiniti, visto che non è ancora stata fatta chiarezza – conclude Caserta –. Sarebbe fondamentale, dopo il necessario recupero, arrivare a capire le cause dell’incidente e il perché dell’enorme ritardo nelle operazioni di informazione e recupero, anche per applicare il principio del “chi inquina paga”». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
