Il Tirreno

la protesta dopo lo stop di mercoledì 

Confesercenti non ci sta «Gli operatori del mercato sono stati discriminati»

Confesercenti non ci sta «Gli operatori del mercato sono stati discriminati»

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PIOMBINO. Niente sfilata di Cicciolo tra le strade cittadine (sarebbe stata l’unica quest’anno). Niente mercato settimanale mercoledì in via Ferrer.

Confesercenti non ci sta ed esprime la sua contrarietà rispetto alla decisione del sindaco Francesco Ferrari «di sospendere – si ricorda – le manifestazioni del Carnevale e il mercato settimanale di mercoledì 26».

«Così recita l’ordinanza del sindaco n. 4 del 25/02/2020 – spiega Confesercenti –: ai fini della tutela della incolumità pubblica si ordina l’annullamento di tutti gli eventi pubblici di qualsiasi natura dalla giornata di oggi 25. 02. 2020 e fino al giorno venerdì 28. 02. 2020».

«Perché – si domanda l’associazione – di non si è attuata la mancata chiusura dei supermercati o quantomeno la regolamentazione degli accessi nelle aree commerciali? Questo non è certo un provvedimento che avremmo auspicato – continua Confesercenti – l’approvvigionamento dei generi di prima necessità va sempre garantito ma ha creato una grande discriminazione tra questi ultimi e gli operatori del mercato».

«Forse fare acquisti alla Coop o rifornirsi alla Conad è più sicuro che acquistare nei mercati settimanali? Che messaggio negativo è stato dato alla popolazione? – ci si chiede in Confesercenti – Le aziende che lavorano sui mercati settimanali non sono da tutelare al pari delle altre? » .

«C’è a Piombino una situazione sanitaria più a rischio che nel resto della Toscana dove non sono stati applicati provvedimenti simili?» prosegue l’associazione di categoria.

«Sarebbe stato meglio aspettare – sottolinea Confesercenti – le decisioni della Regione che immancabilmente il giorno successivo sono andate in altra direzione. L’assessore Cioffo ha incontrato infatti mercoledì 26 le associazioni di categoria e Anci per definizione al più presto di misure a sostegno del sistema economico in crisi a causa degli effetti del Coronavirus».

«Nell’incontro – si sottolinea – si è dichiarato che è fondamentale gestire tutto con misura e con interventi proporzionati alle effettive necessità senza creare paure e allarmismi inutili e dannosi. La salute è senza dubbio il bene primario – conferma Confesercenti –ma non ci possiamo permettere di mettere in crisi il sistema economico del territorio e i posti di lavoro a causa del panico. Sta di fatto che per le 170 aziende che operano sul mercato settimanale di Piombino non è stata data la possibilità di lavorare. La situazione economica di questa area già compromessa non può sopportare ulteriori danni derivanti dalla paura. Il 45% delle prenotazioni in Toscana sono state annullate e anche i villaggi turistici della Val di Cornia hanno subito e subiranno gravi perdite economiche derivanti dall’immagine che è stata veicolata della zona. Si chiede pertanto che a fronte di situazioni così uniche sia attivata la concertazione in modo da veicolare le informazioni necessarie a limitare i danni alle aziende e che siano presi provvedimenti a difesa delle aziende penalizzate da questa situazione». –



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