Sicurezza
Tempi e modalità Legambiente critica la scelta della giunta Bandini
Non convince gli ambientalisti la gestione diretta «Qual è il concetto di parco che si ha in mente?»
san vincenzo. «Non rileviamo una tale drammaticità nella gestione del parco di Rimigliano, anche se tutto può essere migliorato certamente, ma bisogna anche capire quale è il concetto di parco che si ha nella mente. Parco naturalistico, con tutte le dinamiche dei processi biologici che esso comporta, quale bene pubblico come noi intendiamo o parco giardino, magari a servizio, di qualche grande investitore». Da qui parte la ferma critica dei circoli di Legambiente Val di Cornia e Costa Etrusca all’amministrazione comunale di San Vincenzo che intende sottrarre la gestione del l’area alla Parchi.
«Aldilà delle giustificazioni avanzate di questa scelta da parte della giunta, che peraltro la nostra associazione non rileva in questa misura, ci preme evidenziare le molte ombre che sembrano calare su Rimigliano – proseguono –. Un parco che ha una storia particolare dettata da scelte politiche illuminate degli anni’70 e un valore naturalistico di grande pregio di pineta costiera e bosco planiziale, che purtroppo negli ultimi decenni le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai sentito la necessità di spingersi a riconoscergli la valenza di area protetta. Ci ricordiamo il percorso di riconoscimento ad Anpil mai portato a termine».
Mettono in luce la tempistica della scelta. «In un momento di debolezza della società dettato dall’insediamento del nuovo Cda, un momento di difficoltà oggettiva dove i nuovi amministratori devo ancora apprendere la realtà particolare e complessa della società e del vasto patrimonio da gestire, si ritira la gestione di un parco? Un gesto di cattivo gusto anche nei confronti dei nuovi amministratori chiamati a operare per un assetto e adesso se ne trovano un altro al loro insaputa e registrando subito una evidente frattura nella compagine della società». Ed evidenziano che questo è anche il momento in cui la giunta comunale «si appresta a elaborare il nuovo Piano strutturale, e la possibilità di pianificare senza un interlocutore come Parchi, che ha la missione statutaria di gestire e conservare il patrimonio paesaggistico, naturalistico e archeologico, forse significa togliere un elemento di disturbo per essere liberi di fare previsioni anche azzardate sul parco. O più semplicemente, visto che alcune strutture nel parco hanno trovato una loro economicità si ritiene più congruo uscire dalle ferree e rigorose gare disposte dalla società Parchi in tutti gli ambiti di competenza per avvicendarsi verso una gestione più lassiva e accondiscendente? ».
Gli ambientalisti del cigno verde rilevano che «un atto politico di tale natura che mina alle basi un modello di gestione originale del patrimonio culturale e naturalistico, da sempre oggetto di studio di università e centri di ricerca, con grandi riconoscimenti a livello nazionale e non solo, che maturi al di fuori di un mandato di legislatura, sia un elemento di grande responsabilità politica anche per il Pd, partito di riferimento del sindaco». E concludono: «Le nuove amministrazioni sino ad ora hanno solo parlato di nomine per la Parchi e di un nuovo corso, ma nessuno ha detto niente su che mandato debba avere il nuovo corso della società, se di nuovo corso si tratta. A tutte domandiamo: Rimigliano non è un parco di interesse sovracomunale come lo è stato sino ad ora? ». —
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