Gioco
Spirito di servizio verso la collettività senza lasciare indietro nessuno
Il Comitato di Piombino è impegnato su fronti diversi, dall’emergenza all’accoglienza dei cittadini immigrati
PIOMBINO. Caparbietà, capacità, umanità. Paolo Martelli era fatto di questo. E di poche parole. Al Comitato della Croce Rossa lo sanno bene. E’ un po’ come se l’operatore scomparso l’anno scorso ci fosse ancora, nella saletta della sede di via Boncompagni dove intorno al tavolo si sviluppa la chiacchierata con i volontari. Perché Martelli ha lasciato un’impronta.
«A partire - ricordano i suoi amici - dalla determinazione con cui lavorò affinché anche alla Cri fosse assegnata una quota degli interventi del 118». Fino ad allora, pochi trasporti e solo per i soci. Adesso sono un’ottantina, i soci. Gli operativi non arrivano a dieci a fronte di circa 2.700 interventi in un anno.
Spirito di servizio verso la cittadinanza (umanità, indipendenza, unità, imparzialità, universalità, volontarietà e neutralità sono i motti della Cri) e pari dignità con le altre associazioni del soccorso, sono stati alla base della richiesta avanzata a suo tempo all’Asl. Senza trascurare la possibilità che in questo modo sarebbero arrivate risorse. Perché - e il passaggio è sottolineato - c’è un mito da sfatare. La Cri non ha beni al sole. Un conto è la struttura nazionale, altro conto i comitati. Che, anzi, girano a Roma una quota delle tessere. E i mezzi se li comprano da soli come da soli coprono le spese. Un’ambulanza può costare anche più di 80mila euro. In Cri ne hanno 4 (una utilizzabile anche per i neonati), insieme ad un paio di Doblò per il trasporto dei disabili, di sangue e organi, due auto e altrettanti pulmini. Questi servono in particolare per la gestione della Caravella, il centro dove sono ora sono ospitati circa 200 immigrati. Spesso famiglie con bambini. C’è l’aspetto umanitario da privilegiare. Anche a favore di una ventina di soggetti vulnerabili che senza la struttura, ora sarebbero per strada. Un’assunzione di responsabilità direttamente collegata allo statuto.
Di recente sono cambiati i vertici del Comitato. Dopo 17 anni, Rosella Caciagli ha passato il testimone ad Elvio Topi
Il raggio d’azione è ampio. C’è una parte più istituzionale come l’assistenza medica in grandi strutture turistiche, la distribuzione di pacchi viveri a famiglie in difficoltà, l’assistenza nelle gare sportive e nelle esercitazioni, la formazione ad alti livelli, anche per studenti. Poi c’è la parte silenziosa, che passa di voce in voce. L’ospitalità di senzatetto nei periodi più freddi, un piatto di pasta a chi non ne ha. Il non mandare indietro nessuno. —
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