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Comitato salute: «Tempi che non considerano le richieste dei cittadini»

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piombino. «È bastato a Rimateria presentare il 31 gennaio un nuovo cronoprogramma per gli interventi di messa in sicurezza della discarica perché la Regione Toscana cambiasse repentinamente idea sulla ripresa dei conferimenti di rifiuti speciali nella discarica di Ischia di Crociano? A quanto pare si! ». Così il Comitato salute pubblica (Csp). Che chiede: «Cosa è stato fatto da novembre, da quando cioè la discarica ha ricevuto il primo stop ai conferimenti? ».

Alla domanda il Csp fa seguire la risposta: «Sulla carta molto, in discarica materialmente poco o niente, almeno così sembra a noi cittadini. Possiamo leggere, nel decreto regionale del 20 febbraio che riapre la possibilità di conferire, un nuovo cronoprogramma che non tutela affatto la salute dei cittadini. Infatti l’inizio dei lavori di chiusura definitiva del lato a nord della discarica sarà a maggio 2020 e i lavori si protrarranno per 18 mesi. La chiusura definitiva del lato a sud, invece, terminerà nel lontano dicembre 2022. In parole povere, se speravamo che quella enorme montagna di rifiuti venisse coperta a breve ci siamo sbagliati di molto: dovremo continuare a sentirne il puzzo, a subirne i disagi, rischiando la nostra salute e mettendo a repentaglio l’ambiente e l’economia del nostro territorio».

Quello che lascia più basito il Csp è il termine dei conferimenti nel cono rovescio, «ottobre 2021, rispetto alla chiusura definitiva della discarica a dicembre 2022. Con quali risorse affronteranno, nei 14 mesi successivi al riempimento del cono rovescio, i lavori di chiusura? Un’azienda perennemente in sofferenza finanziaria, quali garanzie ci darà che porterà a termine i lavori di messa in sicurezza e chiusura della discarica? La Regione revocherà in caso di inadempienza l’autorizzazione a Rimateria?». Per Arpat «sarebbe stato auspicabile che il riempimento del cono rovescio e i lavori di chiusura fossero andati di pari passo per garantirne la copertura finanziaria». Ad avviso del Csp «i conferimenti non sarebbero dovuti riprendere se non prima di avere messo in sicurezza la discarica». La preoccupazione: se terminano velocemente gli spazi nel cono rovescio «saremo nuovamente nella situazione di mancanza di fondi per mettere in sicurezza la discarica ex Asiu. E nella necessità di dover concedere nuovi ampliamenti? Per noi è quasi una certezza». E conclude: «Se a Firenze non cominciano a tenere più in considerazione le esigenze della cittadinanza, sia chiaro che non potranno più avere la nostra fiducia e non potranno contare sul nostro voto a maggio». —

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