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Le casette mobili restituite all’assessore

Manolo Morandini
Le casette mobili restituite all’assessore

Revocato il decreto di sequestro preventivo che nell’ottobre 2018 aveva fatto scattare i sigilli all’agriturismo Costa Etrusca

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Revocato il decreto di sequestro preventivo che da ottobre 2018 ha fatto scattare i sigilli all’interno dell’agriturismo Costa Etrusca a San Vincenzo. Alla titolare Serena Malfatti, che all’epoca come oggi è assessore al Turismo nella giunta Bandini, si contestava l’ipotesi di abuso edilizio in violazione della legge regionale di settore. Su richiesta del Pubblico ministero Massimo Mannucci il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Livorno Marco Sacquegna aveva autorizzato il sequestro delle sei casette mobili. Nei giorni scorsi, invece, ha ordinato la restituzione a seguito dell’istanza di dissequestro presentata dai legali di Malfatti.

«Non siamo al capitolo finale, ma è comunque un passaggio che alleggerisce l’animo – dice Serena Malfatti –. È una bellissima sensazione non vedere più strutture sigillate nella propria azienda. Tuttavia, finché non si chiude definitivamente la vicenda non possiamo sentirci tranquilli nel prendere le prenotazioni per la stagione». Il riferimento è a quanto sta accadendo a poca distanza, a un altro agricampeggio. La proprietà de Le Rondini dopo aver ottenuto la revoca del sequestro preventivo, che a gennaio 2019 aveva fatto scattare i sigilli all’interno dell’attività, si è vista notificare il ricorso in Cassazione da parte della Procura della Repubblica. Quindi prenotazioni nuovamente congelate in attesa del giudizio.

«Nutriamo la speranza di poter ricominciare a lavorare per far fronte agli impegni verso i nostri dipendenti e fornitori – prosegue Malfatti –. Chi lavora in agricoltura generalmente non si imbarca in attività puramente speculative, investe nel proprio territorio tutto quello che guadagna, nella cura della campagna, del verde e nella manutenzione degli edifici. Questo è certamente il caso di tutte le aziende che si sono ritrovate in questo guaio che, è giusto ricordarlo, interessa solo la provincia di Livorno quando ci sono strutture identiche che lavorano senza problemi in tutta la Toscana con gli stessi permessi. Ci auguriamo che i tempi della giustizia non siano ancora lunghissimi perché, purtroppo, le aziende non possono più reggere a lungo».

Il provvedimento è destinato ad avere effetti anche sul procedimento penale che è stato aperto nel 2018 a carico anche del progettista Marco Sparapani e dell’architetto comunale Sandra Biancani, responsabile dell’ufficio Sportello unico edilizia e Suap. A pesare, sulla scorta della normativa di settore, che cosa debba intendersi per struttura temporanea. Ovvero che le strutture possono essere temporaneamente ancorate al suolo per l’intero periodo di permanenza del campeggio nell’area autorizzata. E a questo scopo anche gli allacciamenti agli impianti di presa d’acqua, scarico, elettricità devono essere effettuati con attacchi smontabili. Insomma deve trattarsi di un impiego reversibile del territorio. —

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