Il Tirreno

il caso 

«Avete rubato, voi non uscite» Ma i ragazzini erano innocenti

A.d.G.

Fratello e sorella accusati  dal titolare di una tabaccheria  che, da casa, li osservava sul monitor e aveva telefonato  alla dipendente: «Fermali»

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PIOMBINO. Una vicenda che potrebbe finire lì, senza strascichi giudiziari. Ma che in ogni caso è un po’ emblematica del clima di sospetto e di esagerazione che ha contagiato anche una comunità piccola come la nostra. La vicenda riguarda due ragazzini, fratello e sorella, accusati di aver rubato qualcosa in una tabaccheria ma che in realtà erano del tutto innocenti. Ragazzini che, sulla sola base di questo sospetto, erano stati trattenuti in negozio. “Voi non vi muovete”. Se invece dell’invito verbale ci fosse stata costrizione, sarebbe stato un vero e proprio sequestro di persona.

Una storia comunque brutta, insomma. Sono venuti i loro genitori a raccontarla, prima a noi e poi ai carabinieri. I loro due figli, 14 anni la femmina e 12 il maschio, erano usciti di casa dicendo ai genitori che stavano andando a andare a comprare una cosa, un giocattolo, dal tabaccaio. Mezz’ora dopo, non vedendoli tornare, la madre aveva cominciato a preoccuparsi ed era scesa a vedere se i due fossero ancora nel negozio e perché. Lì aveva trovato la figlia in lacrime e il figlio spaventato. Erano accusati di aver rubato qualcosa. Cosa? «Nessuno lo ha saputo spiegare – racconta la madre - L’impiegata ha detto solo di aver ricevuto una telefonata dal proprietario che, da casa, collegato con il sistema di videosorveglianza, aveva visto nel monitor movimenti sospetti di quei due ragazzini e aveva chiamato per dirle di non farli uscire. A me è sembrata una cosa fuori dal mondo». La mamma ha chiesto ai figli di svuotare le loro tasche e mostrarne il contenuto, ha chiesto loro spiegazioni eccetera. In tasca non avevano nulla. Nel frattempo, mentre proseguiva la discussione con l’impiegata in attesa che arrivasse il titolare, è spuntata la moglie di quest’ultimo che ha ribadito la storia delle immagini filmate.

«Poi, dopo almeno altri 40 minuti - prosegue la madre dei ragazzi - finalmente il titolare è arrivato. Così, insieme a lui, abbiamo guardato il video in questione. Nelle immagini si vedeva bene che i miei figli non avevano rubato nulla, mia figlia aveva solo indicato un giocattolo al fratello che si era messo a sorridere e che poi, accucciandosi per guardarlo da vicino, aveva perso tre monete da un euro. Soldi che gli aveva dato mio marito e che lui aveva raccolto e si era rimesso in tasca. Tutto questo davanti ad alcuni espositori di merce. Nessun furto dunque, niente di niente. A quel punto siamo venuti via senza che nessuno si degnasse di scusarsi con i ragazzi e con me».

Così lei e il marito sono andati dai carabinieri a esporre i fatti. Non essendoci stata coercizione, i carabinieri hanno spiegato che per loro la vicenda è chiusa lì. Resta aperta la possibilità di una querela, eventualità che i genitori stanno valutando. —

A.d.G.

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