Il Tirreno

Avis, bilancio sociale solido oltre il dono del sangue

Valeria Parrini
Avis, bilancio sociale solido oltre il dono del sangue

Nei progetti dell’associazione di via della Repubblica a Piombino s’intrecciano educazione alla salute, sensibilizzazione e solidarietà

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PIOMBINO. Mille lire al mese trattenute in busta-paga. Moltiplicate per il gran numero dei metalmeccanici che aderivano, significava poter contare su risorse importanti. Messe a frutto nell’acquisto della sede di via della Repubblica, ampliata successivamente, e in altre attività.

Il legame tra l’Avis e la (ex)città-fabbrica viene da lontano. Nasce nel 1957, quando un gruppo di cittadini organizza la presenza dell’associazione dei donatori di sangue, ospitata per qualche tempo alla Pubblica Assistenza. Poi, il trasferimento in via Tellini e infine la svolta con l’acquisto della sede attuale. Il presidente, Enzo Gilardetti, la mostra con una certa soddisfazione. Gli spazi ci sono e ben organizzati. In semplicità. Dall’ambulatorio medico agli uffici, (in parte condivisi con Aido e Socrem), dal salone per le riunioni al magazzino. Con accesso dalla strada, il magazzino. Perchè i gazebo dell’associazione viaggiano spesso. Meglio facilitare il carico e il riordino. A maggior ragione se non sono in tanti a gestire materialmente un’agenda fitta di impegni. Scandita da progetti portati avanti anche in rete con altre realtà associative. Spesso al di fuori dell’oggetto in senso stretto, pur prevalente e decisamente importante. Di quelli che sei portato a sottovalutare fino a quando non ne hai bisogno.

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I donatori effettivi (che si sono sottoposti ad almeno un prelievo negli ultimi due anni) sono 1.330 e rientrano nell’elenco dei 1.870 abilitati.

Il saldo tra chi si è aggiunto nel 2019 (106, uomini e donne all’incirca si equivalgono) e chi ha cessato di donare per età o malattie, segna meno 6. In calo anche le donazioni: sono state 1.668 per il sangue, con una riduzione di 66 rispetto al 2018. Meno 135 per il plasma. (422 donazioni).

Fino a due o tre anni fa il trend era positivo. Adesso, raramente il donatore di sangue supera una o due donazioni all’anno contro le 4 possibili, che per il plasma possono essere una al mese. Cause concorrenti, i protocolli più stringenti, giovani che lasciano la città, i numerosi cittadini senegalesi molto disponibili che ora, a fabbrica ferma, trascorrono più tempo nel loro Paese e al rientro devono aspettare almeno 6 mesi prima di potersi recare al Centro trasfusionale. All’associazione,, parlano di andamento nazionale a cui la città non si sottrae.

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Il bilancio sociale di Avis Piombino - che porta il nome del professor Sergio Andreucci - è solido. E va oltre i confini comunali. Vedi il contributo sostanzioso raccolto per la popolazione di Amatrice, frutto di un lavoro di squadra e portato a destinazione dalla staffetta del Gruppo Podisti Avis. Che insieme al gruppo Ciclisti, affianca l’attività istituzionale con appuntamenti divenuti tradizionali. E’ il caso della gimkana per i bambini nel piazzale Coop di Salivoli, incentrata sulla sicurezza. O CorriAMO il Parco della Sterpaia. E ancora, la Pedalata della Solidarietà in settembre. Fa parte integrante del consiglio, invece, il Gruppo Giovani. Perchè i giovani non possono che essere l’obiettivo. Intanto, come destinatari dell’opera di sensibilizzazione sui corretti stili di vita e sulla donazione. Le iniziative con le scuole sono numerose e molto innovative. E ancora, come soggetti da coinvolgere per il ricambio generazionale di un’associazione che resta laica, basata su donazioni volontarie, anonime e gratuite. E ci tiene ad esserlo. —
 

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