Gioco
Rimigliano torna al Comune S. Vincenzo rompe il contratto
Conduzione diretta dell’area naturale e trasferimento dei contratti sugli immobili Il precedente a Piombino: parcheggi a Baratti e Sterpaia ripresi dall’ente dal 2012
Lo spartiacque è la seduta di giunta del 18 febbraio. A San Vincenzo si trova il coraggio per fare ciò che in passato non si è osato fare. Il Comune si riprende la gestione del Parco di Rimigliano e degli immobili nell’area naturale costiera, sfilandoli alla Parchi Spa. Un atto straordinario, servirà il voto del consiglio comunale per renderlo operativo. Ma è solo una formalità. La scelta, di cui non c’è traccia nel programma di mandato della maggioranza, è stata presa.
L’occasione sarebbe la scadenza del contratto di servizio con cui si regolano la gestione, valorizzazione e godimento pubblico del sistema dei parchi e musei della Val di Cornia affidati alla Spa. È scaduto il 31 dicembre 2019. E in più stando alla delibera di giunta si sottolinea che il Comune avrebbe più volte evidenziato “criticità sul modello di gestione nell’amministrazione del sistema Parchi sia per quanto attiene la manutenzione del verde del Parco di Rimigliano sia per la manutenzione delle strutture affidate in gestione nonostante l’elevato costo annuale di partecipazione sostenuto dall’amministrazione comunale”. Si tratta di circa 90mila euro.
L’effetto sarà la gestione diretta del parco e degli immobili, si prevede infatti la voltura al Comune dei contratti in essere, oltre alla revisione del contributo dovuto per la partecipazione nella Parchi. Gli immobili sono la pizzeria bar alla Torraccia, il bar ristorante albergo alla Casa Rossa, dove c’è anche una struttura di servizio alla balneazione sulla spiaggia, e il bar ristorante Lago Verde.
A dare coraggio all’amministrazione sanvincenzina deve essere stato anche il mutato degli assetti istituzionali in Val di Cornia. E di fatto si tratta della prima grana con cui dovrà misurarsi il neo presidente della Parchi Alessandro Bruni e il nuovo consiglio di amministrazione. Ma non si tratta di un inedito. Di colpo nel 2012 il Comune di Piombino decise di sottrarre ai Parchi oltre un milione di euro di entrate dei parcheggi in zona Sterpaia e Baratti. Decisione su cui non è tornato indietro. Di fatto, un po’ alla volta, è come tagliare le gambe a un tavolo, considerato che il contratto di servizio è stato congegnato tenendo conto del sistema di parchi e musei nella sua interezza. A partire dalla convenzione quadro del 2002 per la gestione unitaria di beni e servizi.
Puntare il dito su San Vincenzo sarebbe eccessivo. Si scontano la mancanza di una visione condivisa e il fatto che ogni anno il contratto di servizio viene onorato secondo le esigenze dei Comuni, lasciando la Parchi nell’incertezza. È l’avvio di una china che rischia di sfasciare l’unico progetto di diversificazione che dagli anni Novanta, sulla scia della prima grande crisi della siderurgia, e al netto dei suoi limiti, ha retto e dato un impulso nuovo alla Val di Cornia. Lo certifica chi da fuori è arrivato in zona per studiare il modello, che da sempre non è profeta in patria. Complice la politica di ieri e di oggi. —
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