Sicurezza
Ecoballe in mare, riscontrati segni di sfaldamento - Video
Piombino, preoccupano i cedimenti delle reggette. La situazione a meno 50 metri in prossimità di Cerboli verificata con telecamere ad alta definizione
PIOMBINO. Immagini scontate. Eppure, tali da sottolineare ancora una volta il potenziale distruttivo della bomba ecologica innescata a luglio 2015 dalla motonave IVY, con la dispersione di parte del carico. 63mila chili di plastiche eterogenee, compresse in ecoballe, che giacciono a 50 metri di profondità in prossimità di Cerboli. «Presentano i primi parziali segni di cedimento dei sistemi di ritenuta, le reggette. Anche le immagini acquisite dagli ecoscandagli delle unità della Guardia costiera mostrano profili di alcune ecoballe che appaiono basse e frastagliate, che fa pensare a un iniziale processo di sfaldamento delle balle». A fare il punto è il commissario straordinario del Governo, il contrammiraglio Aurelio Caligiore sulla scorta delle verifiche a mare del 15 e 16 febbraio. A dare forza alle parole sono le immagini delle telecamere del remote operated vehicle.
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Si cercano 41 ecoballe: blocchi di grosse dimensioni in cui sono compattati quei rifiuti a base di materie plastiche, ridotte in pezzi che vengono aggregati in grandi blocchi assicurati da reggette metalliche e strati di pellicola plastica. Ciascuno pesa 1.300 chili. Dal carico disperso devono essere tolte le ecoballe recuperate in questi anni. Quindici in tutto. Finite nel sacco di pescherecci o spiaggiate dalle correnti marine. I due punti di virata del cargo IVY sono quelli in cui i militari del 5º Nucleo subacquei della Guardia costiera di Genova, a cui è affidato il compito di cercarle, hanno registrato 44 posizioni a cui potrebbe corrispondere il carico disperso. Tutti punti sulla carta nautica che stanno verificando uno per uno con il remote operated vehicle che consente di aggiungere alle coordinate geografiche la profondità a cui l’ecoballa si trova e indicazioni chiare dello stato di conservazione, con riprese video in alta definizione.
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A fornire assistenza e supporto in mare le motovedette CP 2108 e CP 701 in forza all’ufficio circondariale marittimo di Piombino della Guardia costiera. «Fra i vari target di interesse investigati, una ecoballa presenta una rete da pesca impigliata al contorno ed altre risultano essere completamente ricoperte da concrezioni di tipo algale e spugne». Nel complesso è stata accertata la presenza di 16 ecoballe che si aggiungono alle 12 già individuate durante la missione del 14 e 15 dicembre. «Il ritrovamento dei 28 target ha confermato la bontà delle posizioni rilevate nella indagine geofisica effettuata mediante apparecchiatura side scan sonar nel mese di ottobre – conclude Caligiore –. Il prossimo passo è accelerare al massimo la procedure tecnico amministrative per il rapidissimo intervento di un operatore specializzato che possa rimuovere, in breve tempo, le balle di combustibile solido secondario dal golfo di Follonica».
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