Attenzione
Coltie tra capannoni ed erbacce Un intero quartiere in degrado
Palazzi vuoti, buche e marciapiedi rovinati, l’ex Ipsia sempre più fatiscente Le minoranze da tempo chiedono interventi. Ticciati: «Cerchiamo un accordo»
VENTURINA. Su via Cerrini sono tanti gli occhi puntati, soprattutto di quelli che ci vivono e che segnalano da anni situazioni di incuria e degrado che certo deturpano quello che rappresenta uno dei principali ingressi al paese. E, più in generale, è per l’intero quartiere di Coltie che i venturinesi richiedono maggiore attenzione. Capannoni chiusi, l’ex Ipsia fatiscente, marciapiedi rovinati, palazzi nuovi disabitati, buche per le strade, erba alta in molti punti. Le possibilità d’intervento includono sia il pubblico che il privato.
Spesso in passato le minoranze hanno sollevato il problema, anche attraverso iniziative e dibattiti aperti alla cittadinanza. Comune dei Cittadini, 5 Stelle nelle precedenti amministrazioni, e più di recente il Gruppo 2019. Dopo averne parlato in campagna elettorale, il capogruppo Nicola Bertini ha firmato un’interpellanza sul «progressivo degrado urbanistico» dell’area via Cerrini-Coltie. «I problemi che determinano tale degrado hanno radici diverse – ha sottolineato l’atto discusso in un vecchio consiglio comunale – e richiedono un’azione amministrativa capace di mettere insieme più strumenti per articolare risposte efficaci. In particolare esistono problemi di carattere urbanistico, di manutenzione, di insufficienza o inadeguatezza delle opere pubbliche, si pensi alla lievitazione dei marciapiedi, alla scarsa illuminazione pubblica ecc». Il capogruppo ha dunque chiesto all’amministrazione quale riqualificazione urbanistica si possa prevedere, con quale tempistica e quali strumenti. Ma anche quali interventi di adeguamento del patrimonio pubblico ritenga prioritari. In una risposta scritta la sindaca ha premesso che la situazione di via Cerrini è nota ed è monitorata dall’amministrazione comunale.
«Il percorso che ha portato alle criticità oggi conosciute - ha replicato Alberta Ticciati - è complesso e articolato ed è stato in larga parte causato dalla crisi economica e dalla società che aveva programmato insieme al Comune la riqualificazione di quell’area. A oggi, coscienti della situazione, ci siamo attivati con il concordato in essere per facilitare la vendita del patrimonio invenduto e poter trovare un accordo sull’intervento su una parte di quell’area». Poi ricorda le cose finora fatte in quell’area: «Per quanto di nostra competenza, - il Comune è intervenuto con il rifacimento dei marciapiedi, dell’illuminazione, della realizzazione della pista ciclabile, della pulizia del parcheggio oggi utilizzato dal pomodorificio. Ricordo inoltre l’intervento fatto ai giardini di piazza Firenze con il nuovo arredo e l’installazione di telecamere di sorveglianza. Procederemo in questo impegno provando a sbloccare le aree ad oggi parte del concordato, sulle quali non solo non ci è consentito di intervenire, ma insiste anche il vincolo di inedificabilità per il rischio idraulico». —
Annalisa Mastellone
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