Italia
Voci della protesta all’incontro per elaborare il Piano di salute
L’iniziativa della Società della salute nel mirino dei Comitati Il Punto nascita chiuso da giugno e le criticità dell’ospedale
PIOMBINO. «Non abbiamo più voglia di sentire paroloni». Il clima nella sala del Centro giovani è di insofferenza. Ha un bel da fare chi è chiamato a moderare i lavori con cui la Società della salute Valli Etrusche si propone di elaborare le proposte legate al Piano integrato di salute. Il percorso partecipato, previsto dalla legge regionale, s’incaglia. Deve fare i conti con chi da tempo denuncia la situazione di sofferenza dell’ospedale Villamarina. Poco importa se l’incontro è per altro. Ovvero per presentare il percorso verso il Piano integrato di salute, a partire dalle caratteristiche della popolazione per definire la rete dei servizi sanità territoriale, sociosanitari e socioassistenziali.
I comitati Lasciateci nascere a Piombino e di Salute pubblica chiedono di leggere un documento. Ma, dopo un lungo braccio di ferro, si ritroveranno a farlo nel piazzale del Centro giovani. L’obiettivo però è stato centrato. Il malessere e l’insofferenza sono arrivati. C’è chi lascia la sala per protesta. L’invito a sedere ai tavoli di lavoro per esprimere le proprie ragioni con l’impostazione data all’incontro, il terzo nel calendario delle iniziative della Società della salute non viene raccolto. Ci prova anche Mario Atzeni, pediatra a Villamarina e consigliere di maggioranza, a invitare a sedere ai tavoli. Lo sottolinea Gianluigi Palombi, assessore di Piombino alla Salute e medico in forza all’ospedale cittadino: «Questo è un percorso istituzionale e non politico, che dà la possibilità ai cittadini di esprimere i loro orientamenti. Tutto quello che verrà detto sarà preso in considerazione». E a garantire chi protesta ricorda: «Ci sono criticità di salute che come amministrazione comunale pretendiamo che siano risolte». Niente da fare. Al cancello d’ingresso campeggiano gli striscioni e un banchetto della Lega. I Comitati stanno fuori dalla sala convegni. C’è chi alza un cartello in sala. “Piombinesi: disoccupati, inquinati, malati (e poco curati). Dimenticati”. E chi grida la sua rabbia.
Che il pomeriggio al Centro giovani sarebbe stato caldo era nell’aria da giorni. Tanto che non manca la presenza delle forze dell’ordine.
La misura della protesta la dà Marida Leoni per il Comitato Lasciateci nascere. «Attualmente l’ospedale di Piombino non può più garantire a una donna il parto spontaneo e il taglio cesareo programmato o d’urgenza. Ma anche l’ambulatorio senologico dedicato alla prevenzione e alla diagnosi e chirurghi specializzati per il trattamento del tumore al seno». Niente «accessi al pronto soccorso per sintomatologie ginecologiche o ostetriche che potrebbero portare a un successivo ricovero per trattamento farmacologico o chirurgico e conseguente degenza notturna. E così gli accessi dopo la 25ª settimana di gravidanza». C’è il capitolo del Codice rosa il cui protocollo prevede «una stanza dedicata per le attività ambulatoriali e un successivo ricovero protettivo in reparto per le condizioni psicofisiche della donna». E neppure «interventi ginecologici e ostetrici programmati e urgenti che prevedono un ricovero notturno». In breve, in scia alla chiusura del Punto nascita a giugno dello scorso anno Leoni sottolinea le promesse mancate: «L’azienda aveva promesso che le donne sarebbero state protette e tutelate durante tutto il percorso di gravidanza e parto e post parto. Che avrebbe accolto proposte per nuovi percorsi assistenziali ostetrici garantendo una continuità assistenziale ostetrica durante il periodo “ponte” così l’azienda lo ha definito in attesa della riapertura del Punto nascita». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google