Il Tirreno

sanità 

Pronto soccorso, superato l’intoppo della camera calda

Pronto soccorso, superato l’intoppo della camera calda

Gli uffici regionali sono al lavoro per rilasciare l’autorizzazione antisismica Il consigliere Anselmi: «Spero che così si possano aprire i locali entro l’estate»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «La questione della pratica antisismica del pronto soccorso di Portoferraio è stata risolta». A darne informazione è il consigliere regionale Gianni Anselmi che, dopo aver appreso dal Tirreno la notizia dello slittamento dei tempi per la chiusura dei lavori nel presidio ospedaliero e contattato nella giornata di domenica dai vertici territoriali del Pd Simone De Rosas e Massimo Scelza, si è fatto carico della questione contattando gli uffici regionali competenti in materia di autorizzazione antisismica. Il problema di natura tecnica è nato in seguito al sorteggio della pratica antisismica relativa ai locali della camera calda (una zona coperta per l’accesso delle ambulanze al pronto soccorso). Sono state poste dieci domande che hanno chiesto altrettante integrazioni su molteplici aspetti e l’ente aveva a disposizione 60 giorni per rispondere. Li ha impiegati tutti e la risposta all’azienda è arrivata un giorno prima della scadenza del termine e questo ha fermato i lavori. Il 10 febbraio è stata presentata un’integrazione come richiesto e ora per la risposta ci sono altri 60 giorni di tempo.

Questo prima dell’intervento di Anselmi. «Il problema è superato – fa presente il consigliere regionale – ieri (lunedì per chi legge ndr) gli uffici si sono impegnati a rilasciare l’autorizzazione nei prossimi giorni e così spero che si potranno rispettare i tempi inizialmente previsti e cioè aprire il pronto soccorso entro l’inizio dell’estate».

Era stato il responsabile del presidio ospedaliero Bruno Graziano a spiegare, dopo la conferenza dei sindaci sulla sanità, il probabile slittamento dei tempi per l’intoppo tecnico relativo alla costruzione della camera calda. «Realizzare la camera calda vuol dire avere anche la pensilina e la sala d’attesa – aveva spiegato Graziano – un blocco unico che speravamo di poter costruire a febbraio». Ma con questi ritardi, ha spiegato Graziano, i lavori sarebbero posticipati all’estate. A questo punto la decisione sarebbe stata quella di rimandare la costruzione della camera calda e della pensilina a settembre, aprendo nel frattempo il pronto soccorso, pur in una situazione provvisoria, con una sala d’attesa non completata. Ma il superamento del problema tecnico può rendere più rapidi i tempi. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa