Gioco
Jsw al Ministero conferma l’impegno Un nuovo tavolo alla fine del mese
La trattativa affidata al vice capo di gabinetto Sorial Assenti il ministro Patuanelli e il sottosegretario Morani
piombino. Chi si aspettava di più è rimasto deluso. Ma c’è almeno un punto. Ed è quello da cui ripartire. Altro in campo non c’è. Jsw Steel Italy «ha confermato l’impegno a proseguire gli investimenti per il rilancio del sito siderurgico, così come stabilito nell’ambito dell’accordo di programma dell’area di Piombino, e a continuare il confronto con le istituzioni». Così in una nota del Ministero dello Sviluppo economico si tirano le somme del tavolo sul sito siderurgico di Piombino, presieduto dal vicecapo gabinetto Giorgio Sorial, a cui hanno preso parte il ministero del Lavoro, la Regione Toscana, il Comune di Piombino, l’Autorità portuale del mar Tirreno settentrionale, l’Agenzia del demanio, l’azienda, il Commissario straordinario ex Lucchini, i sindacati e Invitalia.
L’incontro romano è stato convocato a seguito della richiesta avanzata da Jindal di prorogare di quattro mesi la presentazione del piano industriale. Richiesta che è stata già oggetto in questi giorni di interlocuzioni tra il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, la sottosegretaria Alessia Morani, il commissario Piero Nardi e l’azienda. Al tavolo è stato fatto il punto sull’andamento delle attività portate avanti finora da Jindal, relative sia all’occupazione che al completo riavvio della produzione, che sono sottoposte al monitoraggio del commissario. Dal Ministero comunicano che nelle prossime settimane proseguiranno i confronti tecnici tra le istituzioni e l’azienda, propedeutici alla presentazione del piano industriale. L’obiettivo è quello di individuare soluzioni tecniche sul fronte del costo dell’energia, delle concessioni demaniali, delle opere infrastrutturali e delle bonifiche ambientali, nonché degli strumenti agevolativi a supporto degli investimenti. È in programma il 26 febbraio la prossima riunione del Gruppo di coordinamento e controllo dell’area di crisi di Piombino.
Sul tavolo resta la richiesta di proroga di 4 mesi dell’Accordo di programma per la presentazione dello studio di fattibilità dell’area fusoria. «Il Mise ha confermato previa presentazione del piano di fattibilità, in un tavolo tecnico specifico da tenersi a valle di quello di coordinamento e controllo, di voler supportare il progetto Jsw con gli strumenti disponibili per agevolare il prezzo dell’energia – affermano Guglielmo Gambardella, responsabile nazionale Uilm del settore siderurgico, e Lorenzo Fusco, segretario Uilm Piombino-Livorno –. Inoltre, sono state riconfermate le risorse pubbliche già stanziate, tra statali e regionali, quantificate in 63 milioni di euro e la possibilità di proroga trentennale delle concessioni dell’area portuale».
La richiesta sindacale non cambia. «Adesso l’azienda non ha più alibi – proseguono i rappresentanti Uilm – ora occorre la presentazione del progetto per dare concretezza alle dichiarazioni di Jindal di voler investire su Piombino nonostante le difficoltà di mercato. Il Mise ha anticipato l’impegno del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli per il sostegno del piano di rilancio del sito piombinese». Che aggiungono: «Abbiamo chiesto al Mise di avere la garanzia di un prolungamento dell’attività di sorveglianza del commissario Nardi in funzione dell’accettazione della proroga dell’Accordo di programma». E concludono: «Al momento non ci sono credibili soluzioni alternative. Soprattutto perché scelte diverse che non mettano al centro il rilancio industriale di Piombino non sono in grado di garantire l’occupazione di circa 2. 000 persone».
Dopo 8 mesi dall’ultimo tavolo Claudio Lucchesi della segreteria provinciale Ugl parla di un «quadro generale sempre più preoccupante, in cui niente è cambiato. La tanto annunciata presenza del sottosegretario Morani è venuta meno per altri impegni, probabilmente più importanti. I commissario Nardi in un breve intervento ha detto che gli impegni presi da Jsw sono sostanzialmente rispettati, meno gli investimenti promessi sui treni di laminazione». E sottolinea: «Niente di nuovo, una situazione identica a 8 mesi fa, niente piano industriale, niente investimento per tempra, niente revamping dei treni di laminazione, nessun smantellamento. Pretendiamo la verità sulle intenzioni dell’azienda e il piano industriale, senza altre deroghe temporali, ognuno faccia la sua parte. A Piombino non va tutto bene, basta proclami, tavoli, campagne elettorali sulla pelle dei lavoratori». — M.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
