Il dolore
«Ecoballe, il recupero non venga interrotto»
Unanimità del consiglio sulla nomina di Aurelio Caligiore Ricostruite le fasi del carico al porto precedenti all’incidente
Non c’è spazio per i distinguo. Nel consiglio comunale di Piombino le forze politiche parlano a una sola voce: «L’emergenza ambientale non può attendere». Il riferimento è ai 63mila chili di plastica di vario genere, frammentata e compressa in blocchi ciascuno di circa 1.300 chili detti ecoballe, che la motonave IVY ha disperso in prossimità di Cerboli. È luglio 2015, ma servono quattro anni per avere la dimensione del pericolo. E solo dal 26 luglio 2019 è stato nominato un commissario straordinario per il recupero e lo smaltimento di quel carico.
La discussione arriva in aula con una mozione presentata dalle forze di maggioranza. Il tutto in scia al rischio concreto che l’operazione per disinnescare la bomba ecologica possa fermarsi per una questione di forma. È il contrammiraglio Aurelio Caligiore, capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di porto (Ram), il commissario straordinario del governo. Ma sulla sua nomina pende il procedimento aperto dall’Autorità garante della concorrenza (Agcm), pubblicato sul bollettino dell’Agcm del 27 gennaio.
L’Authority contesta la nomina. Il titolare di carica di governo – qual è quella di commissario straordinario incaricato con decreto del Presidente della Repubblica ndr – nello svolgimento del proprio incarico, non può esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico. L’alternativa? Restare a capo del Ram o dimettersi per fare il commissario straordinario. Da qui l’apertura del procedimento. La possibile soluzione, stando ai precedenti, è una nuova nomina con delibera del Consiglio dei ministri.
Mentre la burocrazia farà la sua strada, le operazioni per verificare le posizioni a cui potrebbe corrispondere il carico disperso, individuate nei mesi scorsi grazie all’attività del commissario straordinario, sono proseguite a mare il 15 e 16 febbraio. Caligiore è intenzionato ad andare avanti. Si tratta di punti sulla carta nautica che devono essere verificati uno per uno con il remote operative vehicle che consente di aggiungere alle coordinate geografiche la profondità a cui l’ecoballa si trova e indicazioni chiare dello stato di conservazione, con riprese video in alta definizione. Ma non basta.
Da Piombino si è scelto di dare mandato e impegnare il sindaco Francesco Ferrari a intervenire presso la presidenza del Consiglio dei ministri e la Presidenza della Repubblica per chiedere che l’operazione di recupero delle ecoballe non sia interrotta e che venga rispettato il cronoprogramma, ovvero di completare il tutto prima della stagione balneare.
La storia della dispersione del carico torna a galla con fatica. Un elemento in più lo porta il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Emanuele Orlandini. «All’epoca lavoravo per la ditta che si occupò di fare il carico delle ecoballe. La nave prima di arrivare a Piombino aveva avuto problemi di assetto che non ne permettevano la navigazione in modo adeguato, ma quando arrivò in porto dichiarò che il problema era stato risolto. Il carico ovviamente venne fatto a regola d’arte e certificato. Quando la motonave IVY è ripartita ha avuto il solito problema di assetto, tanto che furono registrate delle strane manovre, quelle all’altezza di Cerboli in cui è avvenuta la dispersione del carico. Il problema è che il comandante non dette notizia della dispersione del carico di cui si è venuti a conoscenza solo in seguito». —
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