Gioco
Campo fotovoltaico si decide sulla Via Al vaglio in Regione i contributi degli enti
Montegemoli: 15 ettari di pannelli per 15mila MWh all’anno Il Comune chiede la valutazione di impatto ambientale
Zona Bocche di Cornia. A giorni si conoscerà il futuro dei 16 ettari di terreni al margine settentrionale dell’area produttiva di Montegemoli. Raccolti contributi e osservazioni i tecnici dell’ufficio Via della Regione Toscana sono chiamati a chiudere l’istruttoria, salvo la richiesta di integrazioni e chiarimenti. Il tutto a seguito del progetto della società torinese SVP Energy 1 Srl di realizzare un campo fotovoltaico per una produzione media annua di 15mila MWh. Sulla bilancia dei contrari all’opera pesano le argomentazioni del Comune di Piombino, della Soprintendenza e della direzione regionale Urbanistica. Di tutt’altro avviso, al netto di prescrizioni, Arpat, Autorità di bacino, Genio civile Valdarno Inferiore, Consorzio di bonifica Toscana Costa e le direzioni regionali Agricoltura e Ambiente ed energia.
Il progetto
L’intervento consiste nella realizzazione di un impianto fotovoltaico “a terra” del tipo Grid Connected per la produzione di energia elettrica di potenza nominale pari a circa 9,77 kWp. Nel complesso 30.528 pannelli con tecnologia a silicio policristallino, montati in file parallele sul terreno con strutture infisse metalliche. La produzione media annua attesa è di 15mila MWh. La vita utile dell’impianto sarà di circa 30 anni al termine della quale si procederà alla dismissione e alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi.
Il procedimento
Il 23 dicembre è stato presentato sui tavoli della Regione Toscana il progetto e il conto alla rovescia è scattato da quel giorno. Da allora i 45 giorni per consultare i documenti del progetto, presentare osservazioni e memorie scritte nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale dell’opera, che fa capo al settore Via della Regione Toscana, sono trascorsi. L’iter potrebbe concludersi con l’esclusione della valutazione d’impatto ambientale oppure con l’assoggettabilità a tale procedura. Eventualità quest’ultima che è chiesta dal Comune di Piombino. Il termine per la conclusione del procedimento è di 90 giorni dall’avvio, salvo il caso di richiesta di integrazioni e chiarimenti, proroga dell’istruttoria o sospensione.
Le ragioni del no
La Soprintendenza non ha dubbi. Chiede lo stralcio della previsione, ritiene che implichi “impatti sul paesaggio, sui beni paesaggistici e in generale sul patrimonio culturale presente non mitigabili”. La direzione regionale Urbanistica segnala che si tratta di “un intervento di impatto non trascurabile sul paesaggio storico della bonifica e sugli elementi naturali”, evidenziando una serie di incongruità.
Il Comune ha riunito il Nucleo di valutazione per la Via e la Vas, presieduto dal dirigente Luca Favali. Nel contributo inviato alla Regione si evidenzia che nel progetto le “informazioni fornite non sono univoche”. Si chiede di approfondire le emissioni in atmosfera in fase di cantiere. Si sottolinea il parziale effetto impermeabilizzante del suolo, stimato per circa 5 dei 16 ettari, con la messa in opera dei pannelli, con un significativo incremento del “rischio idraulico dell’area in cui sono presenti molte attività e residenze”. Viene chiesta la valutazione di incidenza ambientale per la vicinanza dell’Orti Bottagone. Ed evidenziato come l’area sia ben visibile da Populonia Alta. Insomma, ci sarebbero tutte le ragioni per sottoporre il progetto alla procedura di Via.
Le ragioni del sì
“Non emergono per le componenti acqua e suolo impatti ambientali negativi permanenti derivanti dall’attività in progetto”, afferma per quanto di sua competenza l’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale. Arpat richiede “integrazioni volte a giustificare le scelte progettuali” per esempio rispetto ad altri tipi di impianti fotovoltaici. E ritiene che l’impianto non introduca “criticità ambientali in relazione sia ai campi elettromagnetici sia all’impatto acustico”. Tra le richieste della direzione regionale Ambiente ed energia di evitare “la collocazione dei pannelli fotovoltaici in una fascia di almeno 120 m dal Cornia e di almeno 100 m dal Cornia Vecchio”. —
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