Sicurezza
Affidato dal Comune a Asa l’impianto Campo di Gallio
L’acqua recuperata dal depuratore viene utilizzata per irrigare il campo La Pieve Si tratta della prima installazione di questo genere autorizzata in Toscana
campiglia. Le acque reflue depurate dall’impianto Campo di Gallio saranno riutilizzate per irrigare il campo sportivo La Pieve, grazie al progetto europeo Life Rewat. L’opera in funzione in fase test dal 27 febbraio 2019 è a pieno regime dal 13 agosto. Il Comune ha individuato Asa Spa come gestore dell’impianto di recupero all’interno del depuratore a cui pagherà il mantenimento in esercizio. Il risultato: riduzione del costo di oltre 1/5 per l’irrigazione e minori consumi di acqua potabile con un netto beneficio ambientale.
Il costo, circa 45.000 euro per quanto riguarda i lavori, è compreso nelle azioni complessive del progetto Life Rewat. Il 13 febbraio l’accordo di gestione è stato sottoscritto dal presidente Asa Nicola Ceravolo e la sindaca Alberta Ticciati, alla presenza del presidente del Consorzio bonifica Toscana Costa Giancarlo Vallesi, del direttore dell’Istituto delle Scienze della vita della Scuola Sant’Anna di Pisa Luca Sebastiani e del consigliere regionale Gianni Anselmi, oltre ai tecnici estensori del progetto appartenenti ai vari enti coinvolti. «L’accordo è un esempio concreto di come poter mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici che hanno portato a un aumento dei periodi di siccità – ha detto Ceravolo –. Il riuso di acqua depurata per irrigare il campo sportivo permette di preservare la risorsa idrica presente nella falda. La tutela ambientale si realizza attraverso progetti d’innovazione e, grazie al lavoro dei tecnici aziendali e di tutto il team del progetto Life Rewat, possiamo implementare una buona pratica per la difesa del nostro ecosistema».
«Il Comune ha lavorato sin dal principio per la realizzazione del progetto Life Rewat – ha sottolineato Ticciati – che permette un utilizzo e una gestione consapevole della risorsa idrica e dei corsi d’acqua. Sono molto soddisfatta del risultato raggiunto, un piccolo passo che interpreta un cambiamento enorme nei confronti del territorio in cui viviamo. Un ringraziamento sentito va a Regione Toscana, Asa, Consorzio di Bonifica Toscana Costa, Scuola Sant’Anna di Pisa e a tutti gli staff tecnici che quotidianamente lavorano con passione e impegno per portare avanti questo importante progetto che guarda al futuro».
«Credo che si sia imboccata la strada giusta per il riuso delle acque reflue in Val di Cornia – ha aggiunto Vallesi –. La fattiva collaborazione con la Scuola Sant’Anna ci ha permesso di essere capofila per l’attuazione del progetto con i comuni della Val di Cornia e realizzare il primo impianto di questo genere e autorizzato in Toscana».
Fondamentale il ruolo della ricerca, come testimoniato dal lavoro del Sant’Anna. «L’acqua diamo per scontato che ci sia, è vero nel pianeta ce n’è molta, ma è per la maggior parte salata – ha sottolineato Sebastiani – quindi buttare via una risorsa come quella derivante da un ciclo di depurazione è veramente un delitto, tra l’altro l’acqua che otteniamo contiene azoto e fosforo, due elementi nutrienti per le piante, a dimostrazione che questo nostro lavoro è un supporto scientifico concreto e anche rassicurante per i cittadini».
Saluto istituzionale di Anselmi che ha apprezzato il clima di collaborazione tra i vari enti e la positività dell’orgoglio che si percepisce nelle persone che hanno lavorato al progetto per il percorso condiviso e i risultati messi a disposizione della comunità. «Bisogna lavorare – ha detto – affinché questi percorsi siano consolidati». —
Annalisa Mastellone
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