La manifestazione
Accuse a Legambiente «Le sue osservazioni non toccano i problemi»
I No discarica parlano di scarsa concretezza degli atti Tra le richieste l’attivazione della piattaforma Tap
PIOMBINO. «Le osservazioni di Legambiente non toccano i problemi». Lo afferma il Comitato Salute pubblica. Che, in premessa della nota con cui replica all’associazione, fa la storia della discarica e di quelle che rileva come incongruenze rispetto alla collocazione.
«Dal 2015 - scrive - i rifiuti solidi urbani, con la creazione dei tre ATO regionali , vengono portati da SeiToscana nella discarica delle Strillaie, in provincia di Grosseto. A questo punto si sarebbe potuto decidere di chiudere la discarica, ma invece , a causa di un “buco” di bilancio di diversi milioni, si decide di trasformarla in un impianto di smaltimento di rifiuti speciali, non più quindi a servizio solo della Val di Cornia ma un “polo nazionale di rifiuti” . Purtroppo - rileva il Comitato- a Ischia di Crociano non è finito un grammo dei rifiuti dell’area industriale del Sin in tutti questi anni di attività. Come si può sperare di considerarla ancora una discarica a servizio delle bonifiche del sito industriale ?»
Su una cosa, però, il Comitato è d’accordo con Legambiente: la sua osservazione n.3 sul danno erariale derivante dallo smantellamento della Tap (Tecnologie ambientali pulite). Impianto che per il Comitato deve essere messo in funzione «dal momento che è costata 11 milioni, dei quali 6 della Comunità Europea. Si tratta di un impianto mai utilizzato che nemmeno RiMateria intende rimettere in funzione a breve, basti leggere il progetto di ampliamento che prevede l’ impiego di impianti mobili di una ditta esterna per fare in loco quello che avrebbe dovuto fare la Tap».
Il Comitato afferma che di ipotesi di danno erariale nei confronti della Regione si parla nel procedimento penale in corso in Procura a Firenze, in funzione di conferimenti che non avrebbero dovuto essere effettuati per la tipologia del materiale. Aspetto di cui il gruppo si dice fortemente preoccupato soprattutto per i riflessi su salute e ambiente «sebbene qualcuno sostenga che quello della discarica di Ischia di Crociano sia solo un problema di “puzzo”».
A testimonianza, gli esiti di alcune ricerche mediche e la contemporanea valorizzazione della variante urbanistica «che mira a togliere ogni velleità di fare profitto a scapito della salute dei cittadini e dell’ambiente e la concreta possibilità che Piombino diventi un “polo nazionale di raccolta e smaltimento rifiuti”».
«Quello che ci saremmo aspettati da Legambiente è un supporto alla salvaguardia del territorio della Val di Cornia, ad esempio ponendo la propria attenzione sul raddoppio della discarica, tra l’altro vicinissima all’oasi del Wwf “Orti Bottagone” Zona di Protezione Speciale e zona RAMSAR, e sulle discariche abusive (la LI53 e la 36 ettari ) nel SIN di Piombino».
L’elenco continua con la mancata messa in sicurezza della discarica di Poggio ai Venti malgrado sia finanziata da molti anni, e con la bonifica di “Città Futura” anch’essa finanziata, e con la bonifica della falda,finanziata con 50 milioni di euro».
E ancora, sulla nascita di Wecologistic «azienda che tratta rifiuti pericolosi e non, provenienti da tutta Italia , sita in un capannone “ex industriale” a seguito di una variazione di destinazione urbanistica. Legambiente avrebbe potuto intervenire sull’azienda sperimentale “Tyrebirth” che tratta pneumatici esausti, sul parco eolico a ridosso del litorale sabbioso e sui due parchi fotovoltaici che dovrebbero essere realizzati su terreni agricoli».
Concretezza mancata anche sui “magazzini boa” realizzati a Baratti candidata patrimonio dell’Unesco, ed infine sul tracciato 398 adiacente alla discarica e destinata a passare dal quartiere Cotone facendo un giro ad arco per arrivare al porto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google