Gioco
Due negozi di cinesi pronti alla riapertura, e i clienti fanno festa
«Virus non contagioso, l’ignoranza sì»: decine di firme e messaggi di bentornato sulle loro saracinesche
«Gentili clienti vi informiamo che siamo tornati a Piombino e che abbiamo deciso di riaprire la nostra attività il 18 febbraio per rispettare le procedure per chi è rientrato dalla Cina, anche se, nel nostra caso, non era necessario».
Il cartello con la scritta in stampatello è sulla saracinesca di “Shanghai” in via Ferrer – ma anche alla Sartoria riparazioni di via Carlo Pisacane – da ieri mattina. Negozi di cittadini cinesi rimasti chiusi più del previsto perché i titolari, andati nel proprio Paese per il loro tradizionale Capodanno, hanno dovuto comunque aspettare dopo essere rientrati in Italia.
Dallo stato di emergenza globale dichiarato dall’Oms a quello per sei mesi (rinnovalibili) in Italia per il coronavirus. Situazione seria che richiede un’azione coordinata, ma non c’è motivo di farsi prendere dal panico, anche perché i consigli che arrivano dal ministero restano sempre quelli base, simili per qualunque influenza.
Ma questo tanti piombinesi lo sanno bene.
Ecco che sin da subito, ieri mattina, accanto alla nota dei proprietari di “Shanghai” in via Ferrer è stato attaccato una nota (visto il vento foglio fermato con parecchio, ma parecchio adesivo) di persone che appaiono da subito più che semplici clienti.
«Il virus non è contagioso – si legge – L’ignoranza sì. Tutta la mia solidarietà va a quelle persone che non ce l’hanno fatta e a chi ancora oggi sta vivendo un incubo. Il 18 sarò il tuo primo cliente».
E sotto via all’elenco di nomi, e cognomi con messaggi che sembra un diario di scuola. Note come “ci vediamo al bar Movida che ci aspettano». Qua e là anche qualche cuore disegnato. Alla fine le firme sono decine. e un po’tutti finiscono con «evvai, ben tornato, a presto! ! ! » .
Ci sono pure Castadiva, Etruriatur insomma un po’tutti i “vicini di casa”. Perché davvero anche qui da noi, spesso, le polemiche e tante paure restano ingabbiate sui social; tralasciando, in questi giorni, tanti dei negozi cinesi di articoli vari o parrucchieri che sono rimasti aperti. Come scrive Elisa Murzi (gioielleria Scognamiglio): «Questa è la mia città, grazie a chi ha pensato a fare questo gesto». –
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