Attenzione
«Il distributore non è funzionante perché l’acqua non è di qualità»
CAPOLIVERI. «La “Casa dell’Acqua” fu fortemente voluto dalla precedente amministrazione comunale di cui facevo parte, ma purtroppo, non è mai stato reso fruibile alla nostra comunità. Ecco perché». Andrea Gelsi, sindaco di Capoliveri, risponde al cittadino che, in queste ore, ha protestato per la mancata attivazione del servizio e ripecorre l’iter che portò all’installazione della fontanella pubblica.
«L’iter – spiega Gelsi – ha avuto inizio nel novembre del 2016 quando l’amministrazione dette mandato all’ufficio tecnico di avviare l’iniziativa denominata “Casa dell’Acqua pubblica” con la quale si prevedeva l’istallazione di un distributore automatico di acqua potabile liscia e gassata sul territorio comunale nel parcheggio sito in località Santa Petronilla/Viale Australia, via d’ingresso a Capoliveri – fa seguito di gara pubblica fu individuato l’operatore economico che avrebbe dovuto procedere all’installazione: la società Doch srl. In seguito furono rilasciate dall’ente tutte le autorizzazioni per la realizzazione e l’installazione della Casa dell’Acqua che effettivamente fu realizzata dalla ditta incaricata di svolgere il servizio, ma che purtroppo mai è entrata in funzione. Causa di ciò la qualità delle acque».
Più nel dettaglio, spiega il sindaco, nel periodo precedente all’installazione del distributore di acqua pubblica, «le analisi sulle acque della condotta idrica avevano dato risultati positivi: la qualità dell’acqua risultava perfettamente nei parametri per la sua commercializzazione. Le analisi furono condotte nel periodo invernale e primaverile. Giunti, però, al momento dell’attivazione del servizio, quando la Casa dell’Acqua era già stata installata, le nuove analisi, effettuate ad inizio della stagione turistica, in concomitanza con l’imminente apertura della Casa dell’Acqua pubblica, rivelarono parametri dell’acqua non più conformi, impedendo ciò l’attivazione del servizio stesso. Le ultime analisi condotte sulla qualità delle acque avevano rivelato, infatti, che l’impianto attivato non era sufficiente a rendere potabile l’acqua delle condotta pubblica, e quindi a rendere commerciabile l’acqua che avrebbe dovuto essere erogata sul territorio di Capoliveri. L’acqua distribuita sul territorio comunale capoliverese era qualitativamente diversa, o meglio dire, inferiore, rispetto a quella erogata negli altri sei comuni dell’Isola: per renderla commerciabile sarebbe stato necessario un impianto addirittura simile a quello di un dissalatore».
Per queste ragioni il Comune di Capoliveri ha sollecitato da subito la ditta aggiudicatrice a «garantire un intervento tecnico tempestivo per risolvere la problematica» o in alternativa «a smantellare la struttura e ripristinare lo stato dei luoghi» cosa che, nonostante i ripetuti solleciti, non è mai avvenuta. Ne è nato un contenzioso e ad oggi è in corso il procedimento per la rimozione dell’impianto della Casa dell’Acqua pubblica mai entrato in funzione ed al ripristino dei luoghi.
«Nessun costo per la popolazione – conclude Gelsi – ma un lavoro continuo dei nostri uffici per rendere operativo un servizio che sarebbe stato utile a tutti e che nell’intenzione dell’amministrazione doveva costituire un contributo ecologico e sociale per l’intera comunità di Capoliveri, basti pensare all’importante riduzione della produzione di plastica sul nostro territorio». —
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