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la grande paura 

Coronavirus, le mascherine vanno a ruba in tutta l’Elba

Luigi Cignoni
Coronavirus, le mascherine vanno a ruba in tutta l’Elba

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PORTOFERRAIO. Mascherine a ruba in tutte le farmacie dell’Elba. È la reazione degli isolani alla paura del contagio, dopo i recenti casi di coronavirus che si sono riscontrati in Italia. La richiesta ha obbligato agli straordinari i fornitori di medicinali cui fanno riferimento le varie aziende elbane. Esaurite le scorte in loco, ci si è rivolti ai grossisti del continente.

C’è ancora la possibilità, ci dicono, di disporre lo stesso della protezione alle vie respiratorie, se solo si ha la pazienza di aspettare qualche giorno. «Abbiamo venduto più mascherine in una settimana di quelle che distribuiamo in un mese», ci dicono alla farmacia centrale di piazza Cavour, a Portoferraio. «Ma siamo riusciti lo stesso – continua la titolare Fusi – ad avere a disposizione un certo quantitativo che è a tre veli, rispetto ai primi articoli che sono stati venduti».

«Abbiamo avuto molte richieste negli ultimi giorni – incalza Alessandra Coli, titolare della farmacia omonima del Ponticello – Per non essere sprovvisti del tutto, ci siamo rivolti ai magazzini del continente. Per il momento riusciamo a stento a soddisfare le richieste dell’utenza». Farmacia Centrale e quella del Ponticello, nella zona del porto, sono i due punti nevralgici della città. Sono le prime cui si rivolgono i consumatori e dove maggiormente è il commercio di medicinali, non solo per i residenti, ma anche per chi parte o arriva con i traghetti. Il quadro però non cambia a mano a mano che ci si sposta dal centro verso gli altri centri dell’Elba. A Porto Azzurro, per esempio in piazza De Santis, nella farmacia di Silvano Giusti c’è qualche disponibilità. E poco importa se le mascherine servano non tanto a non farsi contagiare, ma a non trasmettere un’eventuale malattia agli altri. «È vero – dice la titolare – Ma se si continua così con questo andazzo, saremo costretti a rifornirci, sperando di aver esaudite le nostre richieste». Anche a Capoliveri si riscontra la stessa psicosi di accaparrarsi le mascherine antivirus. «Noi abbiamo avuto un vero e proprio assalto – riconosce Carlo Lazzeri, titolare della farmacia in via Claris Appiani – con il risultato di esaurire le nostre scorte». Puntualizza la titolare Lenzi della farmacia di Marina di Campo: «Le mascherine per lo più vengono utilizzate da persone con difese immunitarie fragili; oppure per difendersi dallo smog. Insomma mascherine di questo tipo non sono proprio antivirus, anche se si è fatta strada l’idea di proteggersi copiando il comportamento di medici o infermieri che sono a contatto con i malati. Ma loro – concludono – oltre alle mascherine indossano pure tute protettive e guanti». Ma chi sono le persone che le hanno acquistate in quantità, visto che per strada non se ne vedono? «Sono soprattutto quelle persone – continua ancora Lazzeri – che hanno in programma di andare in continente o nelle grande città d’Italia, Firenze, Roma o Milano, se non addirittura andare in viaggio all’estero». Infatti nelle varie agenzie di viaggio si riscontra che nessuno tra coloro che avevano prenotato viaggi all’estero hanno annullato le partenze. Solo un’eccezione: nelle mete del sud est asiatico si registra qualche defezione. Naturalmente off-limits resta la Cina. —

Luigi Cignoni

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