Il Tirreno

il caso rimateria 

Serve più chiarezza per i due soci privati

Manolo Morandini
Serve più chiarezza per i due soci privati

Gli scenari dopo la proroga dello stop ai conferimenti Il sindaco Ferrari chiede un incontro al Cda dell’azienda

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Occhi puntati sui soci privati Navarra e Unirecuperi. Si guarda al calendario per Rimateria. E si prova a interpretare il peso della proroga della diffida ai conferimenti dei rifiuti fino al 30 giugno. La vicenda vista dalla terra emiliana o da quella laziale assume sfumature che possono far precipitare l’azienda verso il fallimento. Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari annuncia di aver chiesto un incontro al consiglio di amministrazione di Rimateria. «La proroga dello stop ai conferimenti cambia il quadro della situazione – dice –. Dobbiamo sapere quali sono le intenzioni dell’azienda».

Il tema è uno solo: capire se le risposte che sono state inviate negli uffici della Regione sono sufficienti al punto da consentire, nel tempo che sarà ritenuto necessario per esaminarle, a rimettere in marcia i motori con la ripresa dei conferimenti negli spazi del cosiddetto cono rovescio. Difficile che abbiano la disponibilità a investire ulteriori risorse senza che ci sia un ritorno economico e la necessaria chiarezza da parte delle istituzioni.

Il 30 gennaio sono arrivate sul tavolo della Regione la documentazione e le integrazioni richieste in risposta alla diffida del 16 novembre. Il 31 gennaio per tutta risposta da Firenze è stata prorogata la diffida ai conferimenti di rifiuti fino al 30 giugno. Un provvedimento nell’aria considerato che qualcosa si è mosso nel recinto degli impianti di Ischia di Crociano, ma non tutto quanto richiesto per superare le ragioni della prima diffida. Tra le note dolenti resta la questione delle maleodoranze.

Lo scenario del fallimento non è di là da venire anche perché con una mano la Regione Toscana ha concesso la nuova Via con numerose prescrizioni e sottolineando che la cosiddetta opzione zero conferimenti avrebbe rappresentato lo scenario peggiore. Ma dall’altra, al netto delle sfumature, il percorso valutato positivamente dalla sua struttura tecnica in qualche modo è stato arrestato togliendo la possibilità di incamerare risorse attraverso i conferimenti per fare quanto richiesto. E che la situazione non sia quella trovata due anni fa, con l’arrivo del primo dei due soci privati lo dimostrano i report sui rilevamenti degli inquinanti e le sostanze all’origine dei cattivi odori. Ma anche gli interventi eseguiti per mettere a norma l’impianto di Ischia di Crociano. Insomma, si fa strada il timore di essere finiti al centro di un calcolo politico. E questo mal si concilia con due soci arrivati a Piombino per fare impresa.

Il sindaco Ferrari giudica «positivo» il provvedimento della Regione «visto che costringe Rimateria a mettere a norma l’impianto se vuole riprendere i conferimenti nel cono rovescio. Del resto, se negli anni in cui in discarica arrivavano tonnellate di rifiuti con introiti da capogiro, Rimateria avesse realizzato passo passo le opere imposte e finalizzate alla tutela ambientale, oggi non saremmo a parlare di sospensione dei conferimenti». Provvedimento che cambia il quadro della situazione. «Dobbiamo sapere se i soci privati hanno intenzione di continuare a investire nonostante questa proroga allo stop – conclude –, qual è il cronoprogramma dei lavori di messa in sicurezza, quale sarà il futuro dei dipendenti dell’azienda in questi mesi di inattività dell’impianto, se c’è la volontà di continuare con l’attuale piano industriale o c’è un nuovo progetto all’orizzonte». —

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