La protesta
«Polo culturale scambiato col ripascimento in Costa est»
PIOMBINO. Il coordinamento del Comitato Amici della biblioteca di piombino, nato per sostenere la richiesta che la biblioteca non sia spostata di nuovo, finché non sarà pronto almeno il primo lotto del polo culturale, ha deciso di rimandare temporaneamente la raccolta delle firme in vista dell’incontro con l’Amministrazione comunale previsto per oggi, dopo il quale «valuterà quali iniziative intraprendere».
E il polo culturale è al centro di un intervento della portavoce della lista civica “Ascolta Piombino”, Monica Bartolini, che introduce il punto di vista della lista civica sostenendo come «la situazione fosse complessa lo sapevamo benissimo, ma quando si aprono le carte, spesso arrivano sorprese che non ti aspetti. Ci riferiamo alla situazione di bilancio, che ha visto la necessità di ben due varianti di aggiustamento che, comunque, non hanno risolto un ammanco strutturale di oltre un milione e seicentomila euro. La sorpresa dello sfratto della biblioteca a così breve giro di posta, “inaugurata da poco” se pur temporanea; un investimento di cinquantamila euro per poco più di anno e un problema non risolto come quello del polo culturale non ha scandalizzato nessuno. Oggi, stranamente solo oggi, la cultura locale si preoccupa se il Polo sarà terminato; eppure non li abbiamo sentiti quando la cultura finiva in granelli di sabbia sulla costa est, definanziando il Polo per un intervento di ripascimento non risolutivo, tanto che un minuto dopo aver speso tre milioni per l’esecuzione, gli stessi, sfacciatamente, tornavano in campo sostenendo che per la protezione servono gli scogli».
Bartolini afferma quindi che «la soluzione della complessa vicenda di un progetto di polo culturale, ricordiamo nato nel 2010, sarà trovata, ma certamente non per la lungimiranza di chi ci ha preceduto».
La portavoce di “Ascolta Piombino” è polemica anche «sulle baracche di Baratti, ancora un’altra sorpresa che troviamo sulle cronache locali; è molto corretto dire che sono frutto di una previsione della precedente amministrazione, e pur condividendo il fine del recupero della situazione precedente, fortemente degradata, e il miglioramento dei servizi generali, la riteniamo architettonicamente un cazzotto in occhio».
Infine Bartolini ribadisce «la nostra totale distanza dall’intervento di social housing in via Pertini, un’area verde “urbana” che sarà invasa dal cemento, quello buono però, che non disturba l’intellighenzia. In questa cittadina risentiamo purtroppo ancora di questa dicotomia di pensiero, dove l’intervento brutto o invasivo che sia, diventa bello o sostenibile se lo dice il partito, tipo una discarica; magari poi, una temporanea ruota panoramica diventa uno scempio. Il lavoro che svolgiamo è duro e in salita, forse con altre sorprese, ma alla fine i tasselli saranno tutti al loro posto». —
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